venerdì 18 ottobre 2013

Impact Earth: il simulatore di impatti di asteroidi sulla Terra

Negli ultimi anni sentiamo parlare sempre più di asteroidi o comete che potrebbero impattarsi sul nostro pianeta, cancellando in un istante la vita sulla Terra.
Il controllo di queste minacce è aumentato soprattutto quando, lo scorso febbraio, un meteorite colpì inaspettatamente la città russa di Chelyabinsk.
Per chi non lo sapesse da novembre 2010 è stato aperto sul web un sito in cui è possibile simulare l'impatto di un asteroide sulla Terra, fornendo informazioni anche sulle conseguenze dell'evento.
Questa applicazione online si chiama Impact: Earth! ed è stata realizzata da ricercatori della Purdue University per attirare più gente su questo pericolo che noi umani corriamo ogni giorno della nostra vita.
Uno dei creatori, Jay Melosh, professore di Fisica e di Scienze Terrestri ed Atmosferiche presso l'università di Purdue, ha dichiarato:
"L'impatto meteoritico è un fenomeno a cui gli umani dovrebbero interessarsi perchè già in passato ci sono stati grandi impatti che hanno causato gravi conseguenze.
Sicuramente questi fenomeni avverranno anche in futuro e questa applicazione serve per dimostrare alla gente gli effetti negativi che potrebbe produrre sia un grande che un piccolo meteorite".
fonte: www.link2universe.net

giovedì 17 ottobre 2013

Astrofotografo riprende il passaggio di un meteorite davanti alla Via Lattea

L'Universo è spettacolare come lo è anche la nostra galassia, Via Lattea.
Grazie agli strumenti che oggi possediamo possiamo fotografare in qualsiasi momento queste meraviglie ma per l'astrofotografo Hisayoshi Kato è accaduto qualcosa di inaspettato.
Mentre osservava la Via Lattea, al momento dello scatto ha ripreso anche una lunga striscia di un meteorite che si stava disintegrando negli strati superiori della nostra atmosfera.

Credit: Hisayoshi Kato
L'immagine è stata scattata a Kaohe Mauka Ahupua, vicino a Pohukula (Hawaii), e possiamo notare diverse regioni interessanti:
  • sotto la striscia del meteorite è presente una piccola macchia gialla, causata molto probabilmente dal sodio rilasciato durante l'erosione del meteorite;
  • nella regione scura della Via Lattea, invece, è presenta una regione leggermente rossa che rappresenta la nebulosa Sh2-64, una nebulosa a emissione visibile nella costellazione della Coda del Serpente e distante 1300 anni luce dalla Terra.
fonte: www.link2universe.net & it.wikipedia.org

mercoledì 16 ottobre 2013

ALMA osserva i getti dei buchi neri supermassicci

Nuovi risultati arrivano dall'ALMA riguardo i getti provenienti dai buchi neri.
Un team di astronomi ha analizzato come questi getti possono influenzare l'ambiente circostante e ha scoperto diverse cose interessanti.
Sappiamo che al centro di ogni galassia sono presenti dei buchi neri supermassicci che presentano masse miliardi di volte superiori a quella solare.
In passato questi misteriosi oggetti erano molto attivi, infatti inghiottivano enormi quantità di materia dall'ambiente circostante, brillavano notevolmente ed espellevano un piccola parte di questa materia in getti potenti.
Oggi, invece, la maggior parte di essi hanno perso un pò di potenza ma continuano ad influenzare l'evoluzione della galassia ospite.

L'immagine mostra la parte centrale della galassia NGC 1433. Lo sfondo
blu debole, ovvero le fasce di polvere al centro della galassia, è stato
ottenuto con l'Hubble Space Telescope mentre le strutture colorate
provengono dalle recenti osservazioni con ALMA, che rivelano una
struttura a spirale e un deflusso verso l'esterno.
Credit:ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/NASA/ESA/F.Combes
L'esperto Francoise Combes dell'Osservatorio di Parigi ha dichiarato:
"E' stato analizzato il buco nero della galassia NGC 1433 ed ALMA ha rivelato una struttura a spirale nel gas molecolare vicino al centro della galassia.
Questa struttura spiega come il materiale fluisca verso il buco nero alimentandone i getti.
Sempre grazie ad ALMA è stato scoperto un getto di materia che si allontana dal buco nero e che si estende per 150 anni luce.
Questo flusso in uscita dimostra quindi che i getti possono bloccare la formazione stellare e regolare anche la crescita nel cuore delle galassie".
Ancora una volta ALMA dimostra di essere uno strumento potente e gli astronomi continueranno ad utilizzarlo per sondare soprattutto i getti dei buchi neri.
fonte: www.eso.org
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