mercoledì 31 agosto 2011

HD 85512 b: pianeta candidato a ospitare la vita

Un gruppo di ricerca, al quale partecipa anche l'italiano Francesco Pepe, hanno individuato un pianeta, HD 85512 b, che ha una massa pari a tre volte e mezzo quella della Terra, orbita attorno ad una piccola stella e potrebbe presentare acqua sulla sua superficie.
Francesco Pepe afferma:
"Il pianeta potrebbe essere roccioso come la Terra, anche se non sappiamo se abbia una atmosfera più o meno densa o se sia ricoperto da un oceano.
La distanza che lo separa dalla sua stella fa sì che la temperatura sulla superficie sia compatibile con la presenza di acqua".
La distanza tra il pianeta e la stella è un quarto di quella fra la Terra e il Sole ma poichè la stella è molto piccola e fredda, il pianeta potrebbe presentare un clima tiepido.
Infatti se risultasse che il pianeta presenta, per oltre il 50%, una copertura nuvolosa, possiamo affermare che HD 85512 b potrebbe essere potenzialmente abitabile. 

Immagine della Terra dalla sonda Juno

La sonda della NASA, Juno, in viaggio verso Giove, ha trasmesso la sua prima immagine dove possiamo vedere la Terra e la Luna insieme.
La navicella ha ottenuto l'immagine grazie alla sua JunoCam, da 9.66 milioni di km dalla Terra.
Scott Bolton, investigatore principale per la missione di Juno, ha dichiarato:
"E' una vista straordinaria che le persone possono vedere fin troppo raramente.
Questa vista del nostro pianeta mostra come davvero la Terra appare da fuori, è una immagine umile e bella della nostra casa e di noi".
La sonda passerà di nuovo vicino alla Terra il 9 ottobre 2013 per una spinta gravitazionale che la acceleri a 7.3 km/s oltre la Cintura degli Asteroidi fino a compiere il suo lungo viaggio verso Giove.
Il viaggio della sonda durerà 5 anni e una volta arrivata vicino a Giove, il 4 luglio 2016, Juno sarà la prima sonda ad orbitare intorno ai poli planetari di un gigante gassoso.
Di Giove la sonda deve esaminare la struttura interna per capire che tipo di nucleo ha e sarà mappata in dettaglio l'aurora e il suo gigantesco campo magnetico.

martedì 30 agosto 2011

Segnali dallo spazio: il Segnale Wow!

Il segnale Wow! è un segnale radio che venne rilevato da Jerry R. Ehman nell'agosto del 1977 lavorando con il radiotelescopio Big Ear.
Controllando i tabulati stampati dai computer del radiotelescopio, Ehman rimase stupito dall'origine interstellare del segnale e lo cerchiò scrivendo a fianco il commento "Wow!".

Le lettere del codice cerchiato, 6EQUJ5, descrivono la variazione dell'intensità del segnale.
Lo spazio denota una intensità compresa tra 0 e 0,999, i numeri dall'1 al 9 indicano una intensità 1,000-9,999 mentre intensità superiori a 10,0 si segnalano con una lettera dove la lettera "A" ha una intensità 10,0-10,999, "B" 11,0-11,999 ed "U" è stata l'intensità più alta mai misurata dal telescopio e cioè compresa tra 30,0 e 30,999.
Ciascuna colonna della stampa corrisponde a un canale ampio 10 kHz e il segnale è presente in una sola colonna.
Il valore della frequenza del segnale è molto vicina alla frequenza della riga a 21 cm dell'idrogeno cioè a 1420,405 MHz.
Sono state trovate due possibili coordinate equatoriali con una declinazione pari a 27°03' ± 20' e ricadono entro il confine sud-orientale della costellazione del Sagittario.
Il radiotelescopio Big Ear era fisso e utilizzava la rotazione della Terra per osservare il cielo.
Alla velocità della rotazione terrestre, il telescopio poteva osservare un dato punto per 72 secondi.
Questo segnale fu rilevato una sola volta anche se Robert Gray ricercò l'evento nel 1996 utilizzando il Very Large Array, che era molto più potente del Big Ear, ma non trovò niente di simile al segnale Wow.
Frank Drake, per spiegare come mai il segnale non fu più rilevato, suppose che esso fosse stato inviato da una civiltà tecnologicamente avanzata che voleva comunicare con altre civiltà del cosmo.
Per farlo poteva inviare un segnale in tutte le direzioni spendendo una grande quantità di energia per creare un segnale debole e non rilevabile a grandi distanze.
Per ottenere, invece, un segnale molto più forte e captabile da grandi distanze, bisognava focalizzare la stessa quantità di energia in un fascio più stretto per far sì che gli eventuali ascoltatori ricevessero il segnale solamente per pochi minuti.
Non sapremo mai se questo segnale provenisse o no da una civiltà extraterrestre.
Anche se non è stato più rilevato, bisogna precisare che anche noi abbiamo inviato un segnale nello spazio nel 1974, trasmesso dal radiotelescopio di Arecibo, e lo abbiamo fatto una sola volta.
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