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martedì 10 marzo 2015

L'eclissi solare del 20 marzo: info e orari di visibilità dall'Italia

Venerdì 20 marzo sarà un giorno particolare perchè si verificherà un'eclissi solare, ovvero quel fenomeno ottico di oscuramento di tutto o di una parte del disco solare da parte della Luna, visto dalla Terra.
Il fenomeno sarà totale, però, solo in alcune parti del pianeta, come le isole Fær Øer, mentre parziale in Europa, Africa Settentrionale ed Asia Settentrionale.
Per questo evento la Nasa ha rilasciato una mappa interattiva in cui è possibile capire a che ora sarà visibile l'eclissi nella propria località, andando aggiungere però un'ora per il nostro paese (Italia), in quanto gli orari sono in UTC e non in UTC+1.


Nella mappa, precisamente sull'Oceano Atlantico, ci sono delle linee colorate: l'area compresa tra le due linee blu è quella in cui l'eclissi sarà totale, mentre sulla linea rossa il fenomeno sarà visibile più a lungo.
In Italia l'evento si verificherà tra le 9.30 e le 11.30 con un picco massimo alle 10.30.
Non vi resta quindi che segnare l'evento astronomico sull'agenda, visto che la prossima eclissi solare visibile dall'Italia avverrà nel 2026.
fonte: it.wikipedia.org & www.focus.it

martedì 3 settembre 2013

HIP 102152: il più vecchio gemello solare individuato con il VLT

Grande scoperte arrivano da un team di astronomi brasiliani che, attraverso l'utilizzo del VLT (Very Large Telescope), ha individuato un gemello solare, HIP 102152, situato a 250 anni luce da noi e più vecchio del nostro Sole di circa quattro miliardi di anni.
Per decenni gli scienziati hanno ricercato gemelli solari per comprendere meglio la nostra sorgente di energia e di vita e, con gli spettri di qualità eccezionale del VLT, sono stati individuati in partenza due gemelli del Sole: 18 Scorpii, più giovane della nostra stella di 2,9 miliardi di anni, e HIP 102152, situato nella costellazione del Capricorno con una età di 8,2 miliardi di anni.
L'attenzione si è spostata subito sul secondo gemello per capire meglio il futuro della nostra stella e risolvere il mistero del contenuto di litio nelle stelle.

Ciclo di vita di una stella simile al Sole. Credit:ESO/M.Kommesser
Il Litio si creò nel Big Bang, insieme all'idrogeno e all'elio, e per anni gli astronomi si chiedevano il perchè la quantità di litio variasse tra le stelle.
La risposta è arrivata osservando proprio HIP 102152: gli astronomi hanno trovato una forte correlazione tra l'età di una stella di tipo solare e il suo contenuto di litio; infatti il Sole contiene l'1% del Litio che era presente nel materiale da cui si è formato, mentre gemelli più giovani presentano una quantità superiore di Litio e quelli più vecchi, come HIP 102152, un contenuto più basso.
Ciò vuol dire che nel tempo le stelle distruggono in qualche modo il litio, riducendo sempre più la sua quantità.
Inoltre gli astronomi hanno notato che sia il Sole che HIP 102152 presentano una carenza di quegli elementi presenti in grande quantità sui meteoriti e sulla Terra.
Questo significa che, attorno a HIP 102152, è alta la possibilità della presenza di pianeti rocciosi, di tipo terrestre, poichè questi corpi, durante la loro formazione, catturano gli elementi, partendo dal grande disco di materiale che circonda la stella.
fonte: www.eso.org

lunedì 10 giugno 2013

2015: l'anno di un possibile blackout mondiale

Negli ultimi anni l'attività solare è notevolmente aumentata e, secondo uno studio del gruppo britannico Lloyd e di quello di ricerca atmosferica, il Sole raggiungerà il suo massimo solare nel 2015.
Ciò causerebbe moltissimi problemi perchè la maggior parte dei servizi smetteranno di funzionare, mettendo in pericolo di vita l'intera umanità.
Per esempio i servizi più a rischio sarebbero:
  • il sistema di controllo del traffico aereo che causerebbe tante collisioni in cielo;
  • i satelliti che offrono il collegamento delle reti di telecomunicazioni mondiali;
  • gli apparecchi elettrici che mantengono in vita i pazienti.
Tutto questo porterebbe ad un elevato costo economico di circa 2.600 miliardi di dollari se la mancanza di energia durasse per esempio 5 mesi.
Nonostante tutto gli scienziati si stanno preparando a questo scenario e la nostra unica salvezza sarebbero quattro satelliti che ci avviseranno 30 minuti prima dell'arrivo di una forte tempesta solare.
fonte: misteroufo.blogspot.it

venerdì 5 aprile 2013

Poster sui 50 anni di esplorazione spaziale

Il '900 è stata una epoca che ha stravolto l'umanità con invenzioni e scoperte che hanno cambiato il nostro modo di vivere e di pensare.
L'esplorazione spaziale è stata una di quelle missioni che hanno portato l'uomo in nuovi "mondi": nel 1957 venne lanciato in orbita attorno alla Terra il primo satellite artificiale, lo Sputnik 1, e da allora gli scienziati hanno deciso di continuare in questa esplorazione.
In soli 50 anni siamo riusciti ad andare sulla Luna, a lanciare nello spazio sonde per studiare sia i pianeti che il Sole e a far atterrare su Marte il famoso rover Curiosity.
L'uomo di questo periodo entrerà nella storia per quello che è riuscito a realizzare in così poco tempo e il prossimo obiettivo sarà quello di mandare l'uomo su un altro pianeta.
Per il successo di tutte queste missioni spaziali è stato pubblicato un poster per celebrare i 50 anni di esplorazione spaziale.


Nell'immagine sono rappresentate il numero delle missioni per ogni pianeta e anche le traiettorie delle sonde spaziali come quella di:
  • Voyager 1, la sonda lanciata nel settembre del 1977 per esplorare il sistema solare esterno. Ancora oggi la sonda è operativa e, secondo i dati del dicembre 2012, pare che attualmente si trovi ai confini del nostro sistema solare e che stia analizzando anche particelle cariche provenienti dall'esterno. Questa sonda è famosa in tutto il mondo, non solo per essere l'oggetto costruito dall'uomo più distante dalla Terra, ma anche per quello che contiene: il Voyager Golden Record, un disco in cui sono presenti immagini e suoni del nostro pianeta;
  • Voyager 2, lanciata nell'agosto del 1977 che ha studiato Urano e Nettuno per poi portarsi verso i confini del Sistema Solare;
  • Pioneer 10 e 11, lanciate rispettivamente nel 1972 e nel 1973;
  • Cassini, lanciata nell'ottobre del 1997 per studiare Saturno e anche i suoi satelliti e i suoi anelli;
  • Galileo, lanciato nel 1989 per studiare, invece, Giove con le sue lune.
Di missioni spaziali ce ne sono molte altre ma queste sono quelle che hanno fornito informazioni importanti su tutto ciò che circonda il nostro pianeta.
fonte: www.link2universe.net

mercoledì 9 gennaio 2013

Gruppi di ufo intorno al Sole

Altre immagini misteriose arrivano dalla nostra stella, il Sole.
Ancora una volta la Nasa ha voluto nascondere l'accaduto per non mostrare oggetti volanti non identificati intorno alla stella.
Ciò è accaduto pochi giorni fa, precisamente il 2 gennaio, e, grazie al telescopio Soho (Solar and heliospheric observatory), è stato possibile analizzare diverse immagini.
Per chi non lo sapesse il Soho è un telescopio spaziale che ha il compito di studiare la struttura del Sole e di analizzare anche il vento solare.
Le analisi delle immagini sono state pubblicate in un video di Youtube:


Possiamo notare diversi oggetti di forme e dimensioni diverse che presentano anche una struttura solida.
Sicuramente in questo caso non si tratta di pixel rotti o di meteoriti e speriamo al più presto di ricevere una spiegazione scientifica dalla Nasa.
fonte: misteroufo.blogspot.it

domenica 23 dicembre 2012

Un nuovo metodo per la ricerca di vita aliena

Un team di geologi ed astronomi ha applicato un nuovo metodo per trovare vita aliena in altri pianeti.
Hanno preso in considerazione otto stelle simili al Sole per età, per grandezza e per composizione chimica; poi hanno verificato se in esse erano presenti due elementi radioattivi, torio ed uranio, fondamentali per la tettonica delle placche e anche perchè sono indicatori dell'abitabilità del pianeta.

L'estensione della zona abitabile (zona in cui è presente acqua liquida)
dipende dal tipo di stella presente; la zona è più ampia per le stelle calde
mentre è più piccola per quelle più fredde. Credit: NASA/Kepler
Sette delle otto stelle analizzate presentavano livelli di torio molto più alti rispetto a quelli del Sole, quindi in questi sistemi era più alta la probabilità di avere dei pianeti abitabili con un nucleo molto più caldo di quello terrestre.
Essere più caldi vuol dire essere più attivi in senso geologico e quindi avere maggiore capacità di trattenere acqua liquida e forse vita.
Per quanto riguarda, invece, la Terra, presenta nel suo mantello, oltre al torio e all'uranio, anche il potassio.
Questi elementi permettono di riscaldare il pianeta dall'interno in un modo separato dal calore proveniente dal nucleo.
Quindi quest'ultimo non è l'unica fonte interna di calore perchè un piccolo contributo arriva anche dagli elementi radioattivi, i quali forniscono calore necessario per la tettonica delle placche che permette di avere gli oceani sul pianeta.
fonte: www.link2universe.net

giovedì 6 dicembre 2012

4 dicembre 2012: ufo attorno al Sole?

Credit: www.ufosightingsdaily.com
Pochi giorni fa un telescopio spaziale ha fornito agli scienziati immagini davvero spettacolari della stella del nostro Sistema Solare, il Sole.
Sto parlando del Solar and Heliospheric Observatory (SOHO) realizzato per studiare il Sole, orbitando ad una distanza dalla Terra di 1.5 milioni di km.
Il suo obiettivo è quello di ottenere informazioni sulla struttura, sul vento solare e anche sulla temperatura della corona (lo strato più esterno dell'atmosfera solare) che secondo alcuni è pari ad 1 milione di kelvin.
Il 4 dicembre 2012 SOHO ha mostrato delle immagini in cui è possibile notare degli oggetti volanti non identificati.
Sembra che questi cercano di assorbire l'energia solare, chissà per quale motivo; ecco il video:


E' un fenomeno che negli ultimi anni si sta intensificando e la Nasa non fornisce ancora spiegazioni su questi ufo.
Hanno sempre dichiarato che si tratta o di granelli di polvere sulla lente del telescopio o di pixel rotti sulla lente del sensore.
Ma guardando il video possiamo notare che questi oggetti hanno una propria forma e struttura, viaggiano ad alta velocità entrando ed uscendo dal Sole.
Di cosa si tratta?
fonte: misteroufo.blogspot.it

giovedì 29 novembre 2012

Segnali Dal Futuro: su italia1 il 29 novembre

Questa sera su italia1 alle ore 21.10 andrà in onda un film interessante il cui finale è impressionante.
Sto parlando di Segnali Dal Futuro, film del 2009, diretto da Alex Proyas e con protagonista Nicholas Cage.
Tutto inizia nel 1958 quando, durante l'inaugurazione di una scuola, viene chiesto agli studenti di fare dei disegni da inserire in un contenitore ermetico che verrà aperto nel 2008.
Tutti disegnano qualcosa ma una bambina, invece, inserisce una serie di numeri casuali.
Arriviamo nel 2008, il contenitore viene aperto e questo messaggio numerico va nelle mani del professor Ted Myles.
Inizia a studiarlo e ben presto scopre che quel biglietto prevedeva tutti i disastri avvenuti in tutti questi anni, indicando anche data, luogo e numero delle vittime.
Ma ci sono altri tre eventi non ancora accaduti, uno dei quali potrebbe eliminare la vita sulla Terra.
Così il professor, con l'aiuto della figlia e nipote dell'autrice del messaggio, cerca di evitare i disastri per salvare l'umanità.
Buona Visione!

martedì 19 giugno 2012

Voyager 1 vicina al confine del Sistema Solare?

Image Credit: NASA/JPL-Caltech
Una delle sonde spaziali che sta fornendo moltissime informazioni agli scienziati è Voyager 1, lanciata nel 1977 per studiare Giove e Saturno. 
Attualmente sta viaggiando verso l’esterno del Sistema Solare e potrebbe arrivare, chissà fra quanti anni, nello spazio interstellare, affermando la presenza dell’uomo in aree lontanissime dalla Terra. 
Analizzando i dati più recenti, il team del progetto Voyager ha notato che la sonda si trova ora in una regione in cui le cose stanno cambiando rapidamente; forse ci stiamo avvicinando al confine del Sistema Solare
Il responsabile della missione, Ed Stone, ci ha fornito alcune risposte: 
Dal 2009 al gennaio 2012 abbiamo rilevato un aumento del 25% dei raggi cosmici galattici, mentre dal 7 maggio c’è stato un secondo aumento pari al 5% in una settimana ed un altro del 9% in un mese. 
Penso che un giorno Voyager diventerà la prima sonda spaziale, costruita dall’uomo, ad entrare nello spazio interstellare e quel giorno entrerà nella storia”. 
Cerchiamo di capire ora, analizzando l’immagine, cosa accade intorno al Sole o meglio quale regioni sta attraversando Voyager 1. 
La nostra stella emette un flusso di particelle cariche che forma una bolla intorno al Sistema Solare chiamata Eliosfera
Il vento solare viaggia a velocità supersoniche fino ad incrociare un’onda d’urto, Termination Shock, superata dalla sonda nel dicembre 2004. 
Al di là troviamo l’Eliosheath dove il vento solare è intenso, compresso e turbolento. 
Infine c’è l’Eliopausa (regione dove il vento solare è bloccato dal mezzo interstellare) e il Bow Shock, considerato il terzo confine dell’eliosfera, dopo il Termination Shock e l’Eliopausa.

martedì 27 dicembre 2011

La Cometa Lovejoy vista dalla Stazione Spaziale Internazionale

Negli ultimi giorni si è parlato molto di una cometa che era indirizzata verso il Sole e che è riuscita a sopravvivere a questo incontro ravvicinato con la nostra stella. 
Sto parlando della cometa Lovejoy, scoperta da un astrofilo australiano che ha avuto la fortuna di regalarle il suo nome. 
Lovejoy ha un diametro di 200 metri e, dopo essersi avvicinata al Sole, ha visto evaporare il 90% della sua massa. 
Una ultima immagine, pubblicata dalla Nasa, che la riguarda è quella ottenuta dalla Stazione Spaziale Internazionale, precisamente dall’astronauta Dan Burbank a circa 400 chilometri dalla superficie del nostro pianeta.

Credit: NASA/Dan Burbank

L’astronauta alla tv americana ha dichiarato: 
Era la notte tra il 21 e il 22 dicembre e stavamo volando sulla Tasmania, dopo aver visto la tempesta che ha colpito le Filippine. 
Poco prima che sorgesse il Sole l’orizzonte della Terra si è illuminato e colorato di blu e porpora e infine è comparso un grande arco verde. 
All’inizio non sapevo di cosa si trattasse, ma poi ho capito che era la cometa Lovejoy. 
E’ la cosa più bella che abbia mai visto nello spazio e di cose meravigliose quassù se ne vedono molte”.

mercoledì 26 ottobre 2011

Aurora Rossa nel Missouri



Con il termine aurora ci riferiamo a un fenomeno ottico dell’atmosfera causato dall’interazione di particelle cariche di origine solare con la ionosfera. 
I particolari colori di un’aurora dipendono dai gas presenti nell’atmosfera, dal loro stato elettrico e anche dall’energia delle particelle che li colpiscono.
Durante l'apparizione di una aurora, a volte, si possono sentire dei suoni ma l'origine di questi non è ancora chiara anche se si pensa sia dovuta a perturbazioni del campo magnetico terrestre locale.

Image Courtesy of Tobias Billings 

Il 24 ottobre una espulsione di massa coronale ha colpito la Terra, causando forti fluttuazioni del campo magnetico vicino alla superficie terrestre, portando una aurora, che è stata vista negli Stati Uniti. 
Dall’immagine, scattata a Independence nel Missouri, possiamo notare una aurora completamente rossa e non verde, come tutte le altre viste sul nostro pianeta, e questo è dovuto ad una forte attività solare.




sabato 13 agosto 2011

Eruzioni solari: telecomunicazioni a rischio

Pochi giorni fa ci sono state due grandi esplosioni sulla superficie del Sole.
I meteorologi della NOAA americana consigliano di utilizzare temporaneamente le cartine tradizionali al posto dei gps perchè le turbolenze della stella possono disturbare sia apparecchi che segnalano la posizione sia le telecomunicazioni radio e i cellulari.
Gli esperti della NOAA hanno previsto che in futuro queste tempeste solari saranno molto più intense.


Quest'anno ci sono state altre esplosioni solari, come quella di San Valentino, che è stata la più forte degli ultimi quattro anni.
Altri casi di tempeste solari sono quella del 1989 in Canada, che mandò in tilt la rete elettrica, lasciando al buio sei milioni di persone per alcune ore oppure quella avvenuta trent'anni prima, la più grande tempesta della stella mai registrata, dove alcuni operatori del codice Morse subirono delle scosse elettriche e presero fuoco anche dei fogli di carta.
Però il Sole in quel caso si fece subito perdonare, regalando un'aurora boreale visibile fino ai Caraibi.

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