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lunedì 30 settembre 2013

La prima immagine spettacolare della camera ArTeMis montata su APEX

Grandi risultati sono stati ottenuti da un nuovo strumento installato sul telescopio APEX (Atacama Pathfinder Experiment), ubicato nel deserto di Atacama.
Lo strumento, chiamato ArTeMiS, è una camera submillimetrica a grande campo di vista, che migliorerà l'APEX in quanto permetterà di ottenere mappe del cielo a grande campo più velocemente e con più pixel.
L'installazione di ArTeMiS non è stata facile perchè l'equipe ha dovuto combattere contro condizioni climatiche davvero estreme, infatti la neve sulla Plana di Chajnantor aveva coperto completamente l'edificio di controllo di APEX.
Dopo l'installazione l'equipe ha utilizzato subito lo strumento per alcuni progetti scientifici ed il suo primo bersaglio è stata la regione di formazione stellare NGC 6334, conosciuta meglio con il nome di Nebulosa Zampa di Gatto.
Scoperta nel 1837 dall'astronomo John Herschel, appartiene al Braccio del Sagittario della Via Lattea ed è visibile nella costellazione dello Scorpione.
Ecco l'immagine spettacolare che ha prodotto lo strumento ArTeMiS, montato su APEX, riguardo la nebulosa:

Credit: ArTeMiS team/Ph.Andrè, M.Hennemann, V.Revèret et al./ESO/
J.Emerson/VISTA Acknowledgment: Cambridge Astronomical Survey Unit
La fotografia mostra il bagliore rilevato alla lunghezza d'onda di 0,35 millimetri, proveniente dalle nubi dense di grani di polvere interstellare.
Le osservazioni di ArTeMiS sono mostrate in arancione, sovrapposte a una veduta della stessa regione nella banda del vicino infrarosso ottenuta dal telescopio VISTA.
fonte: www.eso.org & it.wikipedia.org

lunedì 25 febbraio 2013

La nuova immagine infrarossa di NGC 6357

Credit: ESO/VVV Survey/D.Minniti
Acknowledgement: Ignacio Toledo
Il telescopio Vista, con i suoi dati infrarossi, ha mostrato agli astronomi una meravigliosa immagine di NGC 6357.
Situata nella costellazione dello Scorpione ad una distanza da noi di 8000 anni luce, questa regione, soprannominata anche Nebulosa Aragosta per il suo aspetto, presenta grandi nubi di gas incandescenti e tentacoli di polvere che danno origine a nuove stelle, tra cui alcune caldissime e massicce che in luce visibile sono di color blu-bianco.
L'immagine appena pubblicata dall'Eso è molto diversa da quella in luce visibile perchè la radiazione infrarossa riesce a penetrare nella polvere, offrendo quindi una migliore visuale dell'oggetto.
Infatti gli astronomi hanno scoperto nuovi elementi presenti in NGC 6357.
Si pensava che essa presentasse la stella più massiccia fino ad ora conosciuta, Pismis 24-1, ma, analizzando gli ultimi dati, si è scoperto che in realtà questa stella era formata da ben tre stelle brillanti, ognuna con una massa 100 volte superiore a quella del Sole.
Gli astronomi ipotizzano che tutte le stelle di questo ammasso si siano formate nello stesso momento e tra di esse Pismis 24-1 è certamente l'oggetto più brillante.
fonte: www.eso.org

venerdì 11 gennaio 2013

L'ammasso globulare 47 Tucanae e le sue stelle particolari

Il telescopio Vista dell'Eso continua a mostrare le meraviglie dell'Universo.
Questa volta ha fornito una immagine dell'ammasso globulare 47 Tucanae trovando delle piccole sorprese.
Per chi non lo sapesse gli ammassi globulari sono nubi sferiche di stelle, non molto giovani, legate tra loro dalla gravità reciproca ed orbitano attorno al nucleo delle galassie.
Questi gruppi di stelle non contengono molta polvere e gas a causa dei venti stellari e delle esplosioni di stelle contenute negli ammassi.
47 Tucanae o NGC 104 è situato nella costellazione australe del Tucano, dista da noi 15.000 anni luce ed è un ammasso molto antico che contiene stelle davvero particolari.
Nel suo centro si trovano vari sistemi stellari: stelle variabili, stelle che presentano una luminosità insolita ovvero le vagabonde blu ed infine pulsar al millisecondo (stelle morte che hanno una velocità di rotazione molto elevata).

Credit: ESO/M.-R.Cioni/Vista Magellanic Cloud Survey
Acknowledgment: Cambridge Astronomical Survey Unit
Inoltre nell'immagine possiamo notare le giganti rosse, stelle che si sono gonfiate a causa dell'esaurimento del combustibile nel nucleo.
Sono facili da individuare perchè risplendono di un colore ambra scuro.
Il nucleo, invece, appare molto denso a differenza delle regioni esterne e sullo sfondo sono visibili anche le stelle della Piccola Nube di Magellano.
fonte: www.eso.org

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