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lunedì 5 gennaio 2015

Taranto, Star Party del Salento 8 e 13 gennaio: osservazione della cometa C2014 Q2 Lovejoy

Per tutti gli amanti di astronomia, in particolare i pugliesi, sono invitati a partecipare ad un evento astronomico che si terrà l'8 ed il 13 gennaio 2015 a Taranto ed il 10 gennaio, invece, a San Cassiano (Lecce) per poter osservare la Cometa C2014 Q2 Lovejoy; ecco tutti i dettagli presi dall'evento inserito su Facebook.
In occasione del passaggio ravvicinato della Cometa C2014 Q2 Lovejoy, scoperta dall'astrofilo australiano Terry Lovejoy nel mese di settembre 2014, il G.A.S. (Guppo Astrofili Salentini) "G.V. Schiaparelli" di San Cassiano (LE) organizza una serata di osservazione astronomica dedicata all'astro chiomato che, il giorno 7 Gennaio, raggiungerà il punto più vicino al nostro Pianeta (a 0,469 U.A., circa 70 milioni di km.) e purtroppo la Luna alta in cielo in quella data ne impedirà la visione in maniera ottimale.
Pertanto il nostro appuntamento sarà sabato 10 Gennaio 2014 a partire dalle ore 19,00 allorquando la cometa si troverà nella costellazione del Toro, poco al di sotto dell'ammasso delle Iadi, a circa 72 milioni di km.
L'evento è gratuito ed è aperto a chiunque ami osservare le meraviglie dell'universo.
Se possedete un telescopio, un binocolo o qualsiasi altra strumentazione astronomica che prende polvere in cantina, sarà l'occasione giusta, vi aiuteremo a trovare la Lovejoy con i vostri strumenti.


Se possedete una reflex Canon o Nikon, portatela, cercheremo di immortalare l'astro chiomato applicandola ai telescopi del G.A.S. in modo da conservare il ricordo di questo corpo celeste che non rivedremo più.
Sarà, altresì, l'occasione per dare una sbirciatina al Gigante Gassoso Giove, circondato dall'affetto delle quattro lune "medicee" Io, Europa, Ganimede e Callisto e ad altri oggetti del profondo cielo.
Per chi non conoscesse la location:
  • per l'evento del Parco dei Paduli: ritrovo dei partecipanti alle ore 18,30 di Sabato 10 gennaio 2015 presso i parcheggi antistanti la Pasticceria "Dolci Fantasie" di San Cassiano(LE);
  • per Taranto: ritrovo ore 18,30 del 8 gennaio e alle ore 18,30 del 13 gennaio 2015, presso il distributore di acqua Potabile di Maruggio(TA) posto all'uscita del paese all'imbocco della Strada "tarantina" che porta a San Pietro in Bevagna..
Per info contattare:
  • per Parco Paduli, Fernando (3284672925) o Vito (3283860870);
  • per Taranto, Roberto (3389556444).

giovedì 11 dicembre 2014

Misteriosi segnali provenienti dalla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko

Lo scorso 12 novembre è stato un giorno importante per l'Agenzia Spaziale Europea quando il lander Philae è riuscito ad atterrare senza problemi sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.
In questi giorni, però, la missione sta facendo parlare di sè per altro: l'Esa ha rilasciato una dichiarazione in cui ammette di aver ascoltato, alcuni giorni prima dell'atterraggio del lander, misteriosi segnali provenienti dalla cometa:
"La cometa sembra emettere un canto sottoforma di oscillazioni nel campo magnetico intorno a 67P/Churyumov-Gerasimenko.
Queste oscillazioni sono al di sotto dell'udito umano e, per renderle udibili, abbiamo dovuto aumentare il volume della registrazione".
Queste dichiarazioni non hanno convinto pienamente gli ufologi, soprattutto quando l'agenzia spaziale ha spiegato in modo scientifico il fenomeno: il suono sarebbe prodotto dal rilascio di particelle neutre nello spazio che si caricherebbero elettricamente grazie al processo di ionizzazione.


Subito dopo, però, gli ufologi sono intervenuti, soprattutto il ricercatore Ufo Scott Waring, le cui dichiarazioni e teorie sono state pubblicate su The Inquisitor News:
"Il vero obiettivo della missione Rosetta è quella di scoprire l'origine di questi segnali che la Nasa riceve da ben 20 anni.
Secondo me si tratta di un codice, o meglio di una comunicazione tra varie razze aliene; probabilmente è il loro modo di comunicare e noi abbiamo bisogno di comprendere i loro messaggi".
fonte: www.segnidalcielo.it

giovedì 13 novembre 2014

Google: un doodle per la missione spaziale Rosetta

Ieri 12 novembre è stato un giorno importante per l'Esa: per la prima volta una missione spaziale è atterrata su una cometa.
Si tratta della missione Rosetta che, ieri pomeriggio verso le 17.00, è riuscita a far atterrare il lander Philae sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, senza subire danni.
Oggi 13 novembre, invece, Google ha voluto regalare alla missione un doodle che entrerà nella storia:


Sull'homepage del motore di ricerca possiamo notare la parola Google scritta con una grafica diversa e con la seconda O sostituita dal lander Philae.
Già da oggi il lander inizierà a raccogliere dati sulla cometa per studiare la struttura e la composizione del suo nucleo, continuando così fino a marzo 2015.
I problemi, però, arriveranno quando 67P/Churyumov-Gerasimenko si avvicinerà sempre più al Sole, dando inizio ad una serie di getti di gas che potrebbero danneggiare Philae.

giovedì 23 ottobre 2014

Rosetta: foto di 67P/Churyumov-Gerasimenko da una distanza di 7,8 km

La sonda Rosetta sorprende sempre più gli scienziati con le nuove immagini che sta ottenendo riguardo la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.
Da quando è entrata in orbita attorno a questo corpo, sta fornendo in modo continuo tantissimi dati e l'ultimo materiale arrivato riguarda una serie di immagini ottenute, lo scorso 18 ottobre, ad una distanza dalla cometa di soli 7,8 km.

Credit: ESA
Credit: ESA
Credit: ESA 
Credit: ESA
Fra un paio di settimane, precisamente il 12 novembre, la missione proseguirà con il lander Philae che, una volta atterrato su 67P/Churyumov-Gerasimenko, inizierà a fare le sue analisi per comprendere meglio l'evoluzione del Sistema Solare.
fonte: www.link2universe.net

sabato 6 settembre 2014

Rosetta: nuove immagini sui getti della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko

Dopo esser entrata in orbita attorno alla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, la sonda Rosetta continua a fornire nuovi dati agli scienziati, tra cui risultano interessanti le nuove immagini scattate dalla sonda.
Da queste è possibile osservare meglio sia i getti di gas della cometa che la sua superficie; l'immagine in basso ne è un esempio ed è stata ottenuta montando insieme quattro diversi scatti a diverse esposizioni:

Credit: ESA / Rosetta / NavCam / Emily Lakdawalla
L'attività della cometa continuerà ad aumentare man mano che si avvicinerà al Sole e il prossimo 24 settembre Rosetta osserverà il lato notturno di 67P/Churyumov-Gerasimenko per poter ottenere immagini migliori dei getti, mentre vengono illuminati da dietro dal Sole.
fonte: www.link2universe.net

giovedì 7 agosto 2014

Missione Rosetta: la sonda raggiunge la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko

Grande risultato è stato raggiunto dalla missione Rosetta: dopo 10 anni di viaggio, la sonda è riuscita ad entrare in orbita attorno alla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.
L'ESA ha festeggiato l'impresa della missione: infatti questa entrerà nella storia per esser stato il primo veicolo spaziale ad orbitare attorno ad un astro con la coda.
Inoltre Rosetta ha fornito agli scienziati nuove immagini spettacolari della cometa ad una distanza da essa di 285 km: si possono notare paesaggi molto vari che comprendono pianure, rocce fratturate e anche grandi montagne.

Credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/
INTA/UPM/DASP/IDA

Credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/
INTA/UPM/DASP/IDA
Nei prossimi mesi la sonda effettuerà una serie di manovre che la avvicinerà ancora di più alla cometa, arrivando ad una distanza di soli 10 km, per poi procedere alla fase finale, ovvero al rilascio del lander Philae.
Quest'ultimo atterrerà sulla superficie della cometa al fine di comprendere meglio la formazione del Sistema Solare.
fonte: www.link2universe.net

lunedì 21 luglio 2014

Rosetta, 67P Churyumov-Gerasimenko: la cometa presenta una forma irregolare

In questi giorni la maggior parte degli scienziati sta osservando attentamente il viaggio della sonda Rosetta man mano che si avvicina alla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko.
Alcuni giorni fa sul web sono state diffuse le prime immagini della cometa, scattate il 14 luglio con la fotocamera OSIRIS, montata sulla sonda spaziale, ad una distanza di 12.000 km da 67P.
Le foto ricevute sono davvero interessanti e hanno sorpreso tutti gli astronomi, in quanto la cometa si mostra composta da due corpi: una parte più piccola e tondeggiante ed un'altra più lunga e piatta.
Forme irregolari come queste non sono rare nell'Universo, anzi sono molto diffuse tra gli asteroidi e le comete, e gli scienziati cercano di capire ancora oggi la formazione di questi corpi particolari.


Colui che gestisce la missione Rosetta, Fred Jansen, ha dichiarato:
"Le immagini attualmente in nostro possesso suggeriscono una struttura molto complessa della cometa e, prima di giungere a qualsiasi conclusione, bisogna fare molte altre analisi sulle comete e sulla missione.
Queste ci aiuteranno ad essere pronti per la discesa e l'atterraggio sulla superficie della cometa del lander di Rosetta, da cui inizieranno le ricerche per comprendere meglio sia la cometa che la formazione dei pianeti".
fonte: www.link2universe.net & www.diregiovani.it

giovedì 22 maggio 2014

Cosmos: Edmond Halley e i suoi studi sulle comete

Il documentario su National Geographic che tratta l'evoluzione dell'Universo, Cosmos, sta registrando un notevole successo non solo in America ma anche in Italia.
In una delle prime puntate è stato trattato il tema delle comete e del grande scienziato Edmond Halley.
Nell'antichità la cometa era interpretata come un cattivo presagio ed il termine, derivante dal latino, significa proprio disastro.
L'apparizione di una cometa nel cielo diffondeva sempre paura tra la gente ed è ciò che accadde quando nel 1664 una cometa venne vista in Europa, periodo in cui subito dopo si diffuse la peste e il famoso incendio di Londra.
Tra tutti però c'era un bambino ad Oxford che non temeva per niente questi oggetti cosmici, anzi li ammirava: si trattava di Edmond Halley.
Grazie all'appoggio di suo padre, Halley coltivò le sue passioni e la sua conoscenza aiutò molto la scienza, per esempio fu il primo a disegnare la mappa del cielo nell'emisfero sud, permettendo quindi ai marinai e ai mercanti di poter navigare su tutti i mari del mondo semplicemente seguendo le stelle.
Subito dopo entrò nella Royal Society, la massima autorità nel campo della scienza il cui motto era NULLIUS IN VERBA che in parole semplici vuol dire guardare con i propri occhi e mettere sempre in discussione le certezze.


In questa accademia delle scienze Halley conobbe molti scienziati, come Robert Hooke e Christopher Wren.
In quei tempi l'astronomo era ossessionato dal movimento dei pianeti e dalle loro orbite ellittiche: i suoi dubbi però scomparvero ben presto, quando Isaac Newton gli spiegò la sua legge di gravitazione universale, ovvero che l'attrazione gravitazionale diminuisce con l'inverso del quadrato della distanza.
Successivamente Halley fece molte altre scoperte, come la prima mappa del campo magnetico terrestre, perfezionò la campana subacquea e realizzò la mappa meteorologica, ancora in uso nei giorni nostri.
Ma Edmond è ricordato soprattutto per i suoi studi sulle comete.
Iniziò a raccogliere testimonianze ed osservazioni di comete apparse in Europa tra il 1472 e il 1698 ed analizzandole arrivò ad una conclusione: le comete sono legate al Sole e descrivono lunghe orbite ellittiche.

La cometa di Halley nelle tre osservazioni del 1531, 1607 e 1682
Inoltre notò che le comete apparse nel 1531, nel 1607 e nel 1682 erano in realtà la stessa, una singola cometa che tornava ogni 76 anni, ovvero la cometa Halley.
Concludendo, possiamo dire che le leggi di Newton hanno aiutato molto Edmond Halley nelle sue scoperte, o meglio gli hanno permesso di vedere il futuro e di predire con certezza il ritorno delle comete.

lunedì 20 gennaio 2014

Il risveglio di Rosetta dopo tre anni di ibernazione

Oggi è un giorno importante per la missione Rosetta: la sonda, lanciata nel 2004 e in ibernazione da tre anni, finalmente si risveglierà per procedere con la sua missione, ovvero avvicinarsi alla cometa Churyumov/Gerasimenko per comprendere meglio l'evoluzione del Sistema Solare.
Il nome della missione si riferisce alla famosa Pietra di Rosetta, un obelisco utilizzato per decifrare i geroglifici egizi, e in tutti questi anni la sonda ha viaggiato nel nostro sistema, fornendo agli scienziati dati e immagini spettacolari su Marte, Giove e sugli asteroidi Steins e Lutetia.
Dal 2011 però tutte le comunicazioni sono cessate ed oggi 20 gennaio si è risvegliata per poter dirigersi nuovamente verso la cometa, su cui farà atterrare il lander che porta con sè, chiamato Philae (l'isola del Nilo in cui è stato ritrovato l'obelisco di Rosetta).
Una volta arrivata a destinazione, la sonda rilascerà il lander che scenderà lentamente sulla superficie della cometa, per iniziare a fotografarla e ad analizzarla, cercando di prevedere anche come si evolverà nel corso della sua orbita.
fonte: www.link2universe.net

martedì 12 novembre 2013

La nuova coda ionica della cometa ISON

Nuove immagini in arrivo per la cometa ISON che il prossimo 28 novembre passerà vicino al Sole attirando l'attenzione di milioni di persone.
Analizzando le ultime immagini sembra che la cometa stia producendo una nuova coda ionica, ovvero code composte di gas, soprattutto di anidride carbonica e monossido di carbonio, che vengono create dal vento solare.

Tra la chioma verde della cometa e la stella luminosa al centro è
 possibile notare due code pallide. Credit: Damian Peach
Le code vengono elettrificate fino a diventare fluorescenti sotto la luce ultravioletta del Sole e, essendo costituite da ioni, interagiscono molto con le particelle cariche del vento solare.
Possono piegarsi in vari modi e ciò dipende dal cambiamento dell'intensità e della direzione del campo magnetico che a volte può anche strappare le code dalla cometa, permettendo a quest'ultima di crearne altre rapidamente.
Gli astronomi hanno notato anche un aumento di luminosità, infatti ISON ha raggiunto un magnitudo 8,5 e, secondo le previsioni, ci sarà un altro incremento di mezzo magnitudo.
Ciò che si spera è che la cometa sopravviva all'incontro ravvicinato con il Sole per assistere a fine novembre ad uno spettacolo unico e meraviglioso.
fonte: www.link2universe.net

giovedì 10 ottobre 2013

Ufo segue la cometa ISON

fonte: www.adguk-blog.com
Ogni giorno ci sono sempre più novità sulla cometa ISON che passerà vicino al Sole il prossimo 28 novembre.
Dopo le dichiarazioni dell'astronomo Ignacio Ferrin sul fatto che la cometa si stia disintegrando più rapidamente rispetto alle previsioni, il ricercatore Stephen Hannard di ADG UK ha pubblicato una serie di immagini interessanti riguardo una possibile presenza di ufo dietro la cometa; ecco il video:


L'agenzia spaziale ROSCOSMOS ha dichiarato di essere sorpresa da ISON, visto che il suo comportamento non è per niente simile alle altre comete osservate.
Infatti sostiene l'ipotesi che ISON sia in realtà un oggetto interstellare sotto il controllo di una intelligenza aliena; inoltre gli scienziati russi sono rimasti sorpresi dai sorprendenti aggiustamenti orbitali che ha avuto la cometa mentre passava vicino a Marte.
Per saperne di più dovremo aspettare un altro mese per raccogliere più informazioni riguardo questo corpo che sta affascinando l'umanità, soprattutto gli astrofotografi che nel frattempo si divertono a fotografarla.
Infatti l'astrofotografo Adam Bloack ha pubblicato due giorni fa un'immagine della cometa, ottenuta con il suo telescopio da 0,8 metri, montato sul Monte Lemmon (Arizona).

Credit: Adam Block/CaelumObservatory.com
E' possibile notare una chioma verde seguita da una lunga coda ed il colore verde proviene dai gas che circondano il nucleo ghiacciato di ISON.
I getti rilasciati dal nucleo contengono cianogeno (un gas velenoso) e il carbonio diatomico e sono proprio queste sostanze che brillano di verde quando vengono illuminate dalla luce solare.
fonte: www.link2universe.net & www.segnidalcielo.it

lunedì 7 ottobre 2013

Astronomo afferma che la cometa ISON si sta disintegrando

fonte: www.diregiovani.it
In attesa del 28 novembre la cometa ISON continua a far parlare di sè.
Dopo le immagini scattate da Marte, la cometa è stata analizzata dall'astronomo Ignacio Ferrin del FACom.
Ferrin sostiene che ISON potrebbe inaspettatamente disintegrarsi molto velocemente, anche se alcuni scienziati hanno considerato questa ipotesi un pò troppo esagerata.
L'astronomo del FACom dichiara:
"Da quando è sotto osservazione ISON ha sempre avuto un comportamento particolare.
La sua luminosità è stata sempre costante e non ha mai registrato un aumento: ciò dimostra che si sta disintegrando.
Questa costanza è stata registrata già nel gennaio 2013 ed è continuata fino a settembre di quest'anno; la luminosità non ha subito nessuna modifica per quasi 270 giorni.
Non abbiamo mai visto un simile comportamento nelle altre comete osservate e secondo me è una prova che la cometa sta morendo".
Attualmente ISON si sta avvicinando al Sole e, quando arriverà nel punto più vicino alla stella, raggiungerà una temperatura superficiale di 2700°C, sufficiente per fondere ferro e piombo.
Inoltre passerà il limite di Roche della sua orbita, quel limite dove le forze gravitazionali di marea, esercitate dal Sole, la distruggeranno dall'interno.
Tutti questi pericoli le causeranno una rapida morte per disintegrazione.
fonte: www.link2universe.net

venerdì 4 ottobre 2013

MRO fotografa la cometa ISON vista da Marte

Il 28 novembre si avvicina e, per chi non lo sapesse, sarà il giorno in cui la famosa cometa ISON passerà a 1,16 milioni di km dal Sole, regalando a noi terrestri uno spettacolo indimenticabile.
Secondo gli esperti la cometa sarà così luminosa che potrà essere osservata anche in pieno giorno.
Ieri, invece, sono state pubblicate sul web nuove immagini della cometa, vista direttamente da Marte; le foto sono state scattate dalla sonda spaziale Mars Reconnaissance Orbiter, che ha lo scopo di fare un'analisi dettagliata del pianeta rosso.

Credit: NASA/JPL
La cometa è passata a circa 11,3 milioni di km da Marte e purtroppo gli scienziati non hanno potuto migliorare le stime riguardanti la sua evoluzione e le dimensioni del suo nucleo per le condizioni di luminosità davvero pessime.
Attualmente ISON si trova a 241 milioni di km dal Sole e man mano che si avvicinerà alla stella aumenterà la sua luminosità, regalandoci il prossimo 28 novembre uno spettacolo celeste davvero unico.
fonte: www.link2universe.net

mercoledì 11 settembre 2013

Scoperta una nuova cometa Lovejoy visibile a novembre 2013

Un astronomo australiano, Terry Lovejoy, ha annunciato alcuni giorni fa la scoperta di una nuova cometa da aggiungere alla sua collezione, dopo la cometa Lovejoy del dicembre 2011.
Questa cometa entrò nella storia per il fatto di essere sopravvissuta ad un incontro ravvicinato con il Sole e per esser stata fotografata dall'astronauta Dan Burbank, direttamente dalla Stazione Spaziale Internazionale.

Traiettoria della cometa C/2013 R1 Lovejoy. Credit: NASA
La cometa appena scoperta, invece, è stata nominata C/2013 R1 Lovejoy ed è stata individuata precisamente lo scorso 9 settembre con il telescopio riflettore Schmidt-Cassegrain da 20 cm.
Allora la cometa presentava un magnitudo di 14,5 nei cieli notturni ma, secondo le ultime osservazioni, pare che la sua luminosità stia aumentando.
Infatti per il 23 novembre, il giorno del suo passaggio, avrà un magnitudo pari ad 8 e passerà a 61,3 milioni di km dalla Terra, nella costellazione dell'Orsa Maggiore.
Un paio di giorni dopo, invece, avremo la possibilità di osservare un'altra cometa, ISON, che raggiungerà una luminosità 10 volte superiore a quella di Venere nel cielo notturno.
fonte: www.link2universe.net

mercoledì 4 settembre 2013

Due ufo avvistati attorno alla cometa ISON

La Cometa ISON composta da tre
corpi. Fonte:misteroufo.blogspot.it
Il prossimo 28 novembre nel cielo avremo la possibilità di osservare una cometa che raggiungerà una luminosità di 10 volte superiore a quella di Venere, nel cielo notturno.
Si tratta della Cometa ISON che da diversi mesi viene studiata dagli astronomi per comprendere le origini di formazione del Sistema Solare.
In questi giorni però sono uscite immagini interessanti di questo corpo che passerà, fra un paio di mesi, vicino al Sole ad una distanza di 1,1 milioni di km.
E' uscito un video in cui si nota come ISON sia composta incredibilmente da tre diverse parti ma la parte interessante è la presenza di due ufo a forma di sigaro in orbita attorno alla cometa:


Gli ufo si nascondono dietro ISON forse per non essere rilevati o molto probabilmente stanno guidando la cometa verso un punto preciso.
Un'altra ipotesi potrebbe essere quella di evitare un impatto sulla Terra, visto che, con i suoi 5 km di diametro, potrebbe eliminare la vita sul nostro pianeta.
fonte: misteroufo.blogspot.it

lunedì 19 agosto 2013

Spitzer osserva la lunga coda della cometa ISON

Il prossimo 28 novembre sarà un giorno importante per gli astronomi: la cometa ISON passerà vicino al Sole ad una distanza di circa 1,1 milioni di km; l'evento potrà essere osservato anche dalla Terra, visto che la cometa raggiungerà una luminosità 10 volte superiore a quella di Venere, nel cielo notturno.
Da diversi mesi ISON viene continuamente osservata e, dopo l'immagine di Hubble, il telescopio spaziale Spitzer ne ha pubblicata una più recente, quando la cometa era a 502 milioni di km dal Sole.

Credit: NASA/JPL/Spitzer
Possiamo osservare la coda di diossido di carbonio che si allunga per ben 300.000 km e, secondo le ultime osservazioni, pare che ISON stia emettendo al giorno 1 milione di kg di gas di anidride carbonica e 54,4 milioni di kg di polvere.
Scoperta dall'International Scientific Optical Network, ha un diametro di circa 5 km e, data la sua elevata distanza, gli scienziati non sanno ancora di preciso il suo peso che potrebbe variare da 3,2 miliardi di kg a 3,2 trilioni di kg.
Il prossimo obiettivo sarà quello di raccogliere il 28 novembre più informazioni possibili su di essa per comprendere meglio le origini della formazione del Sistema Solare.
fonte: www.link2universe.net

lunedì 22 luglio 2013

Superquark: anticipazioni puntata 27 Luglio

Questa settimana Superquark, il programma condotto da Piero Angela, andrà in onda sabato 27 Luglio, in via del tutto straordinaria.
Giovedì scorso il programma ha registrato quasi 3 milioni di spettatori, superando il Music Summer Festival, in onda su Canale 5.
Nella quarta puntata ecco quali saranno gli argomenti trattati:
  • la troupe di Ushuaia ci mostrerà le bellezze dell'isola di Maiorca e dei Pirenei;
  • si visiterà il Caltech, il California Institute of Technology, istituto di spicco che ha avuto tra i suoi docenti grandi nomi come Albert Einstein e ha prodotto 31 premi Nobel;
  • la microelettronica e gli apparecchi acustici;
  • la Borsa e l'elaborazione elettronica dei dati che permette speculazioni in frazioni di secondo;
  • come si crea un'impresa? in una scuola media di Torino lo si insegna ai ragazzi per avere degli ottimi imprenditori in futuro.
E poi ancora le comete, la circolazione sanguigna, le assicurazioni, i brufoli e la cioccolata e infine i felini.
L'appuntamento è per sabato 27 Luglio alle ore 21e20.

venerdì 3 maggio 2013

Hubble pubblica nuova immagine della cometa ISON

Credit:NASA,ESA,J.-Y-Li(Planetary
Science Institute)/Hubble Comet
ISON Imaging Science Team
Il 2013 sarà l'anno della cometa ISON perchè il prossimo 28 novembre passerà molto vicino al Sole ad una distanza di 1,1 milioni di km.
Gli astronomi la stanno studiando da diverso tempo e lo scorso 10 aprile l'Hubble Space Telescope ha scattato una nuova immagine spettacolare di ISON, mentre si trovava ad una distanza dalla Terra di 634 milioni di km.
Le comete sono oggetti celesti bellissimi, composte da una coda e da una testa che, a sua volta, è formata da un nucleo e da un involucro nebuloso chiamato chioma.
Secondo gli scienziati quest'ultima è attualmente lunga 5.000 km mentre la coda sottile di polvere si estende anche oltre la chioma, arrivando ad una lunghezza di 92.000 km.
Il nucleo, invece, dovrebbe avere un diametro compreso tra i 4 e i 6 km e a dicembre la luminosità di ISON potrebbe aumentare notevolmente, diventando 10 volte più luminosa di Venere nel cielo notturno.
Il 28 novembre sarà un evento unico per questo oggetto celeste perchè appartiene ad una categoria di comete molto particolare: i sungrazers ovvero oggetti che passano vicinissimo al Sole per poi dirigersi nello spazio profondo senza fare mai ritorno.
fonte: www.link2universe.net

giovedì 27 settembre 2012

C/2012 S1: la cometa visibile nel 2013

Credit: ISON/E. Guido/G. Sostero/
N.Howes
Nel 2011 ci sono state due comete che hanno attirato la nostra attenzione: Elenin e Lovejoy.
Ma pochi giorni fa il team russo dell'ISON (International Scientific Optical Network) ha annunciato che nel 2013 ci sarà una cometa che passerà molto vicina al Sole, vedendo ad occhio nudo una enorme coda di polvere e ghiaccio: sto parlando di C/2012 S1.
Le comete sono oggetti celesti bellissimi, composte da una coda e da una testa che, a sua volta, è formata da un nucleo e da un involucro nebuloso chiamato chioma.
Si suppone che il nucleo sia costituito da materiale meteoritico (roccia e ferro) e da ghiacci di metano, di anidride carbonica e di acqua; inoltre quasi tutta la massa della cometa è concentrata nel nucleo.
In base al periodo di rivoluzione intorno al Sole vengono classificate a breve periodo (inferiore a 200 anni) e a lungo periodo (compreso tra 200 e centinaia di migliaia di anni).
Ritornando a C/2012 S1, attualmente si trova alla distanza dell'orbita di Giove ed è visibile soltanto con telescopi molto grandi.
Secondo le previsioni, il 28 novembre 2013 dovrebbe arrivare ad una distanza di 2 milioni di km dal Sole al suo perielio e per gli scienziati dell'Osservatorio Remanzacco, Ernesto Guido e Giovanni Sostero, coloro che hanno scattato le prime immagini di questa cometa, l'oggetto celeste diventerà visibile ad occhio nudo tra novembre 2013 e gennaio 2014.
fonte: www.link2universe.net

martedì 3 luglio 2012

Groenlandia: il cratere più antico della Terra

Credit Image: Carsten Egestal
Thuesen, GEUS
Nel corso della sua vita il pianeta Terra ha subito moltissime collisioni con comete, asteroidi o meteoriti.
Ciò ha prodotto delle cicatrici sul pianeta ovvero i crateri meteoritici.
Nel corso degli anni le tracce di antichi crateri possono scomparire soprattutto per i processi che avvengono sulla Terra, come l'erosione del vento e dell'acqua o correnti di lava che seppelliscono i crateri.
Fino ad ora sono stati scoperti 180 crateri di impatto e solo il 30% di questi contengono delle risorse naturali, come oro, petrolio e gas naturale.
Ma pochi giorni fa, durante una ricerca di risorse naturali, un team internazionale, guidato da Adam Garde, ha trovato, in Groenlandia nella regione Maniitsoq, un enorme cratere avente un diametro di 100 km.
Secondo gli esperti si tratta del più vecchio cratere che l'uomo abbia mai trovato sulla Terra e la sua età è di circa 3 miliardi di anni.
Un membro del team, Iain McDonald, ha dichiarato:
"Nel corso degli anni gli effetti di questi impatti sono penetrati nella crosta terrestre e quindi le prove si trovano a grande profondità.
La scoperta di un cratere così vecchio ci permetterà di studiare gli effetti di asteroidi molto antichi".

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