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sabato 2 gennaio 2016

Curiosity: antica statua sumera ritrovata su Marte

Da quando è iniziata la missione Curiosity, stiamo ricevendo dal rover una serie di immagini mozzafiato su Marte e sui paesaggi marziani.
A volte, però, è capitato che, analizzando il materiale fotografico, siano stati trovati degli elementi la cui presenza sul pianeta rosso è inspiegabile.
L'ultimo oggetto ritrovato riguarda una statua (nell'immagine è possibile distinguere il volto, gli occhi, il naso, la bocca e la barba) molto simile a quelle realizzate nell'antichità dai sumeri, proprio quella popolazione che, secondo gli ufologi, ha avuto in passato contatti con la civiltà aliena degli Anunnaki, proveniente dal pianeta Nibiru.

fonte: segnidalcielo
Gli esperti di ufo e di archeologia misteriosa sostengono che gli Anunnaki in passato colonizzarono, non solo la Terra, ma anche Marte per renderla sia una base per loro che punto di collegamento per il nostro pianeta.
E ciò spiega la presenza di questi antichi manufatti appena ritrovati da Curiosity sul pianeta rosso; la Nasa, però, continua ad evitare questo argomento, forse perchè in realtà è a conoscenza della verità sul passato di Marte e cerca sempre di far credere all'umanità di non avere prove sull'esistenza di civiltà extraterrestri.
fonte: www.segnidalcielo.it

martedì 24 novembre 2015

Google dedica un doodle sull'australopiteco Lucy

Oggi 24 novembre Google ci ha regalato un nuovo doodle dedicato a Lucy, ovvero all'esemplare femmina dell'ominide Australopithecus afarensis.
I resti di Lucy vennero scoperti ben 41 anni fa (24 novembre del 1974) in Etiopia dai paleontologi Yves Coppens, Donald Johanson, Maurice Taïeb e Tom Gray e ciò permise agli scienziati di raccogliere nuove informazioni sull'evoluzione umana.


Analizzando lo scheletro, gli scienziati hanno affermato che Lucy doveva essere alta 1,07 metri con un peso compreso tra i 30 e i 45 kg.
La sua morte è avvenuta sulle rive di una palude e ciò ha permesso al fango di coprire il suo corpo per millenni fino a fossilizzarlo.
I paleontologi l'hanno soprannominata Lucy in quanto, durante la festa per il suo ritrovamento, è stata suonata la canzone dei Beatles Lucy in the Sky with Diamonds.
fonte: it.wikipedia.org

giovedì 5 novembre 2015

Misteriose fibre bianche cadono dal cielo in Arizona

Credit: Bob Busch/Dewey
Su questo pianeta sono parecchi i fenomeni di cui ancora oggi non sappiamo dare una spiegazione scientifica e nell'ultimo anno uno di questi ha subito un incremento.
Si tratta del fenomeno dei Capelli d'Angelo ovvero delle particolari fibre bianche che cadono dal cielo e di cui gli scienziati non ne intuiscono l'origine.
L'ultimo caso si è verificato in una città dello stato di Arizona, Prescott, in cui due testimoni, Cori Gunnells e Mary Scherbaun, hanno notato dei filamenti bianchi, proprio dopo il passaggio di tre aerei militari che emettevano probabilmente delle sostanze chimiche.
Proprio per questo motivo gli scienziati hanno deciso di indagare e, dopo aver raccolto dei campioni, hanno scoperto che le sostanze emesse erano costituite da fibre prodotte tramite la geoingegneria, in quanto presentavano quantità di stronzio, bario e alluminio, ovvero tutte sostanze tossiche per l'uomo.
Secondo molti ricercatori queste fibre bianche non sono altro che un programma segreto del governo statunitense per manipolare l'atmosfera o diffondere malattie mortali con l'obiettivo finale di controllare la popolazione mondiale.
fonte: misteroufo.blogspot.it

mercoledì 30 settembre 2015

Sopravvissuto-The Martian: arriva al cinema il marziano Matt Damon

Dopo aver scoperto acqua salata su Marte, anche il cinema da giovedì 1 ottobre porterà la gente a conoscere meglio il pianeta rosso che molto probabilmente, in un futuro non molto lontano, sarà una seconda casa per l'umanità.
Il film in questione è Sopravvissuto-The Martian, diretto dal famoso regista Ridley Scott (Il Gladiatore, Prometheus, American Gangster) e con un cast di alto livello, ovvero Matt Damon, Jessica Chastain, Kristen Wiig e Michael Peña.


TRAMA
Durante una missione su Marte, l'astronauta Mark Watney viene considerato morto dopo una forte tempesta e per questo abbandonato dal suo equipaggio.
Ma Watney è sopravvissuto e ora si ritrova solo sul pianeta ostile.
Con scarse provviste, Watney deve attingere al suo ingegno, alla sua arguzia e al suo spirito di sopravvivenza per trovare un modo per segnalare alla Terra che è vivo.
A milioni di chilometri di distanza, la NASA e un team di scienziati internazionali lavorano instancabilmente per cercare di portare "il marziano" a casa, mentre i suoi compagni cercano di tracciare un'audace, se non impossibile, missione di salvataggio.
fonte trama: www.comingsoon.it

martedì 29 settembre 2015

Trovata acqua salata su Marte e Google ci regala un doodle

Ieri 28 settembre è stata una giornata importante per il futuro dell'esplorazione spaziale: la Nasa ha dichiarato, durante una conferenza stampa, di aver trovato tracce di acqua liquida e salata sul pianeta rosso, Marte.
L'evento è stato trasmesso in diretta su Nasa Television e le dichiarazioni fatte dall'agenzia spaziale americano fanno riflettere molto su ciò che ci aspetterà nei prossimi anni e su quali saranno i veri obiettivi per il pianeta rosso, soprattutto ora che ufficialmente sono stati trovati ruscelli di acqua salata, presenti solo nei periodi meno freddi.
La scoperta è stata fatta dal satellite Mars Reconnaissance Orbiter che, utilizzando la spettroscopia, ha analizzato le tracce lasciate dai perclorati, ovvero sali idrati che si manifestano solo in presenza di acqua.


Per festeggiare questa sensazionale scoperta oggi Google ha realizzato un doodle per Marte in cui è presente il pianeta rosso mentre beve acqua da un bicchiere.
fonte: www.lastampa.it

domenica 2 agosto 2015

HD 219134b: scoperto un nuovo pianeta roccioso simile alla Terra

Dopo aver individuato la scorsa settimana il gemello della Terra, Kepler 452b, gli astronomi hanno scoperto un altro pianeta roccioso simile alla Terra non in grado, però, di ospitare la vita, HD 219134b.
La scoperta è stata fatta dall'Istituto Nazionale di Astrofisica grazie all'utilizzo del telescopio Galileo: il pianeta appartiene ad un sistema planetario composto, oltre da esso, da altri tre pianeti che ruotano attorno alla stella HD 219134, situata nella costellazione di Cassiopea ad una distanza di 21 anni luce dalla Terra.
Ecco alcune caratteristiche di questo ennesimo sistema planetario scoperto:
  • la stella è più piccola e più fredda del Sole;
  • HD 219134b ha un periodo orbitale di tre giorni ed è un po' più grande della Terra ma più piccolo di Urano e Nettuno;
  • per quanto riguarda gli altri tre pianeti, uno ha 2,7 masse terrestri, l'altro 9 masse terrestri e l'ultimo è un pianeta gigante con 62 masse terrestri.
Gli astronomi comunque sono soddisfatti dei risultati ottenuti e sono sicuri che tutto cambierà quando l'Agenzia Spaziale Europea terminerà la costruzione del satellite Plato, il cui compito sarà quello di individuare i pianeti rocciosi con risultati molto più accurati.
fonte: www.ilmessaggero.it

venerdì 24 luglio 2015

Missione Kepler individua il gemello della Terra, Kepler 452b

Ieri 23 luglio la Nasa ha comunicato una scoperta interessante da parte della missione Kepler: il telescopio spaziale ha individuato un gemello della Terra chiamato Kepler 452b.
Questo pianeta presenta molte caratteristiche simili a quelle terrestri: per esempio gli anni su Kepler 452b hanno la stessa lunghezza di quelli terrestri, è situato nella zona abitabile della sua stella e quindi potrebbe aver ospitato in passato vita sulla sua superficie.
Inoltre ha una età di 6 miliardi di anni, riceve il 10% in più di energia dalla sua stella rispetto alla Terra e, per quanto riguarda le dimensioni, è una volta e mezzo il nostro pianeta.


A commentare la scoperta è intervenuto anche il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston:
"In realtà nell'universo ci sono migliaia di pianeti gemelli al nostro e Kepler è riuscito ad individuarne almeno uno che fosse molto simile alla Terra.
Secondo me nel cosmo non ci sia nulla che sia accaduto una volta sola e quindi penso che in un'altra parte dell'universo si sia sviluppata una forma di vita con proprietà chimiche simili alle nostre".
Informazioni più dettagliate su questo gemello le avremo dal prossimo telescopio spaziale che verrà lanciato nel 2017 per sostituire Kepler, soprattutto dopo i numerosi problemi tecnici avvenuti nel 2013.
fonte: www.ansa.it

giovedì 16 luglio 2015

New Horizons: la prima immagine di Plutone

In questi giorni non si fa altro che parlare della missione spaziale New Horizons e dei grandi risultati che ha raggiunto in questi 9 anni di viaggio.
Dopo aver effettuato il 14 luglio un incontro ravvicinato su Plutone, la sonda ha inviato agli scienziati anche delle immagini riguardanti il pianeta nano.
Infatti oggi 16 luglio sul web sta girando la prima foto di Plutone scattata un paio di giorni fa dalla sonda spaziale della Nasa.

Credit: NASA/JHU APL/SwRI
In essa è raffigurata la regione equatoriale del pianeta in cui si può notare una catena montuosa che raggiunge i 3500 metri di altezza.
La formazione di queste montagne è avvenuta solo 100 milioni di anni fa e secondo gli scienziati potrebbe essere ancora oggi geologicamente attiva.
In attesa di nuovi aggiornamenti, il team della missione ha iniziato a focalizzare la propria attenzione su questa regione che copre solo l'1% della superficie totale di Plutone.
fonte: www.link2universe.net

martedì 14 luglio 2015

Doodle per la missione spaziale New Horizons

Oggi 14 luglio 2015 è un giorno importante per la Nasa: proprio in questo momento la sonda spaziale New Horizons sta effettuando un passaggio ravvicinato al pianeta nano Plutone ad una distanza di 12.500 km.
Si tratta della prima missione spaziale sviluppata per studiare, nei minimi dettagli, l'ex nono pianeta del Sistema Solare; infatti dalle prime immagini ottenute si è intuito che è più grande e meno denso rispetto alle previsioni, ma maggiore attenzione cadrà sulle macchie scure presenti in superficie scoperte ad inizio luglio.


Per festeggiare questo giorno storico Google ha dedicato anche un doodle a questa missione in cui è raffigurato Plutone e la sonda New Horizons mentre effettua un fly-by.

martedì 7 luglio 2015

Superquark: anticipazioni puntata 9 luglio 2015

Giovedì 9 luglio alle ore 21.25 su Rai 1 andrà in onda la terza puntata di Superquark che si aprirà con la seconda parte del documentario dedicato ai grandi animali della foresta o della savana che spesso vengono trovati feriti e soccorsi successivamente dai medici e chirurghi del posto.
Si approfondirà il caso di una giraffa rimasta incastrata a causa di una trappola e l'operazione al cervello di un orso.
Gli altri temi saranno:
  • l'Artide, considerata dai ricercatori una terra promessa, molto più vivibile dell'Antartide e piena di sorprese;
  • Pompei e i calchi di 13 vittime dell'eruzione del 79 d.C.;
  • le nuove tecnologie per combattere il tumore alla prostata;
  • consigli per prepararsi al meglio per il mondo del lavoro;
  • dopo nove anni di viaggio, l'arrivo della sonda spaziale New Horizons su Plutone;
  • l'alimentazione prima, durante e dopo la gravidanza che può influenzare il nascituro;
  • l'endocrinologo Emanuele Jannini parlerà degli ormoni.
fonte: www.superquark.rai.it

New Horizons individua metano e macchie scure su Plutone

Il 14 luglio 2015 si avvicina sempre più e per gli scienziati sarà un giorno storico in cui la sonda New Horizons effettuerà il primo fly-by su Plutone.
Verso fine giugno, però, la sonda ha realizzato diverse osservazioni sul pianeta nano e ha scoperto innanzitutto che sulla superficie di Plutone è presente metano allo stato solido: secondo gli scienziati potrebbe trattarsi di un residuo primordiale risalente alla nascita del Sistema Solare.
Inoltre lo strumento LORRI, presente a bordo della navicella, ha fotografato tra il 25 ed il 27 giugno i due volti di Plutone: l'Encounter hemisphere, ovvero la parte che New Horizons osserverà durante il fly-by, e l'Opposite hemisphere che, invece, scomparirà tre giorni prima dell'arrivo della sonda.


Analizzando le immagini scattate, gli scienziati hanno individuato delle macchie scure sull'emisfero opposto (dimensioni pari a 500 km), separate tra di loro dalla stessa distanza.
Nell'immagine sono presenti nella parte bassa del pianeta lungo l'equatore, poichè l'asse di rotazione di Plutone è molto inclinato e quindi ciò fa sì che l'emisfero che osserviamo corrisponda in gran parte alle regioni polari.
Queste macchie scure hanno già catturato l'attenzione di numerosi scienziati, proprio come avvenne in passato per simili aree scure scoperte da Voyager 2 sulla superficie del satellite di Nettuno, Tritone.
fonte: www.focus.it

mercoledì 1 luglio 2015

Superquark: anticipazioni puntata 2 luglio 2015

Giovedì 2 luglio alle ore 21.20 su Rai 1 andrà in onda la seconda puntata di Superquark.
La serata si aprirà con un documentario dedicato ai grandi animali della foresta o della savana che spesso vengono trovati feriti e soccorsi successivamente dai medici e chirurghi del posto.
Le ferite sono provocate dai bracconieri, da trappole o da malattie che i medici cercano di curare con gli strumenti che hanno a disposizione.
Altri temi che verranno affrontati sono i seguenti:
  • l'esercito di microbi presente sulle banconote;
  • le capacità del vetro e i miglioramenti fatti su di esso negli ultimi anni;
  • cosa è la dislessia e come si affronta;
  • i vari tipi di tesori presenti nel territorio italiano;
  • lo smaltimento di 350 mila tonnellate di gomme consumate che gli italiani sostituiscono annualmente;
  • le scritte sui muri nel mondo antico;
  • l'alimentazione corretta per vivere a lungo e gli alimenti che accelerano l'invecchiamento;
  • le modalità di atterraggio sul pianeta rosso, Marte;
  • il mondo di un animale molto particolare, il fenicottero.
fonte: www.superquark.rai.it

sabato 13 giugno 2015

Superquark: anticipazioni puntata 18 giugno 2015

Giovedì 11 giugno è tornato Superquark con uno speciale dedicato alle origini dell'universo che in realtà doveva andare in onda nel gennaio 2015 ma che per motivi sconosciuti è stato rimandato a giugno.
Giovedì 18 giugno andrà in onda la seconda puntata di questo speciale che tratterà i cambiamenti che la Terra ha subito nel corso del tempo, causati anche dalle numerose eruzioni vulcaniche che provocarono l'estinzione del 95% delle forme viventi.
Poi si passerà alle prime forme viventi, come piante, millepiedi e pesci, per poi giungere ai rettili che dominarono il pianeta per ben 160 milioni di anni.
Attraverso il Museo delle Scienze Naturali di Milano, si mostreranno gli scheletri dei dinosauri ed il cranio di un Gigantosauro; il viaggio terminerà con l'arrivo sulla Terra dell'Homo Sapiens e delle sue scoperte.

lunedì 4 maggio 2015

51 Pegasi b: il primo esopianeta osservato direttamente

Rappresentazione artistica del
pianeta 51 Pegasi b.Credit:ESO/
M. Kornmesser/Nick Risinger
Lo spettrometro HARPS dell'ESO ha permesso per la prima volta ad un team di scienziati di applicare una tecnica che ha permesso di osservare in maniera diretta un esopianeta.
Si tratta del pianeta 51 Pegasi b che ruota attorno alla stella 51 Pegasi e dista da noi 48 anni luce: questo esopianeta completa il suo moto di rivoluzione in soli 4 giorni, presenta una temperatura superficiale di circa 800°C e la sua massa è pari a 140 masse terrestri.
In cosa consiste la nuova tecnica utilizzata?
Dopo aver applicato per anni la tecnica del transito planetario, il nuovo metodo consiste nel rilevare direttamente lo spettro del pianeta in luce visibile e quindi ottenere molte più informazioni su caratteristiche del pianeta  che erano prima inaccessibili con altre tecniche.
In questo modo, da ora in poi, per gli astronomi sarà meno complicato ricercare nelle atmosfere degli esopianeti prove riguardanti la presenza di forme di vita extraterrestri.
fonte: www.focus.it

martedì 17 marzo 2015

Hubble individua un oceano su Ganimede

Interessanti novità arrivano dal satellite più grande del Sistema Solare, Ganimede: un team di scienziati, guidati da Joachim Saur, ha scoperto qualcosa di importante riguardo la luna di Giove.
Attraverso l'utilizzo del telescopio spaziale Hubble, si è notata la presenza di un enorme oceano di acqua salata al di sotto della superficie del satellite ed il tutto è stato fatto grazie all'osservazione delle aurore: fenomeno che si verifica a causa dell'interazione del campo magnetico di Ganimede con quello di Giove.
Si stima che questo oceano abbia una profondità di 100 km e si trovi al di sotto di una crosta spessa 150 km e composta soprattutto da ghiaccio.

Credit: ASA/ESA
Ecco cosa ha dichiarato il ricercatore Saur:
"Il nostro obiettivo era quello di raccogliere informazioni riguardo la parte interna di Ganimede e l'unica soluzione era quella di utilizzare il telescopio osservando le aurore.
Questo fenomeno ci poteva servire per ottenere dati riguardo il campo magnetico della luna e successivamente potevamo conoscere qualcosa in più sull'interno di Ganimede".
fonte: www.link2universe.net

sabato 7 marzo 2015

Cerere: la sonda Dawn entra nell'orbita del pianeta nano

Ieri 6 marzo 2015 alle ore 13.39 la sonda della Nasa, Dawn, è riuscita ad entrare senza problemi nell'orbita del pianeta nano Cerere, situato nella fascia degli asteroidi tra Marte e Giove.
Il viaggio di Dawn è durato circa 8 anni e nel prossimo anno la sonda cercherà di raccogliere più informazioni possibili su questo piccolo pianeta, arrivando ad una distanza di poche centinaia di km.
Qual è l'obiettivo della missione?
Carol Raymond del JPL ha affermato che Cerere ha subito una interruzione nella sua formazione di pianeta, come Terra e Marte, e ciò vuol dire che la sua osservazione ci permetterà di comprendere meglio l'evoluzione del Sistema Solare.
Per ora ciò che si sa riguardo questo pianeta nano sono solo delle ipotesi, per esempio, per quanto riguarda la struttura, Cerere potrebbe avere un nucleo roccioso ricoperto da un oceano di acqua e infine da uno strato roccioso e ghiaccio.
Nonostante tutto nel prossimo mese otterremo informazioni più affidabili e si spera che venga risolto il mistero dei due punti bianchi apparsi di recente su Cerere.
fonte: www.focus.it

mercoledì 28 gennaio 2015

Scoperto un esopianeta con anelli più grande del sistema Saturno

Saturno è uno dei pianeti più belli del Sistema Solare per la sua particolare struttura composta da diversi anelli che circondano il pianeta.
Gli astronomi dell'osservatorio di Leiden (Olanda), però, hanno individuato un esopianeta ancora più affascinante e più grande di Saturno, J1407b.


Questo esopianeta ruota attorno alla stella J1407 e presenta attorno a sè ben 30 anelli, ognuno avente un diametro di decine di milioni di km per un diametro totale di 120 milioni di km (equivale a 200 volte la larghezza del sistema Saturno).
Secondo gli scienziati la grande distanza tra gli anelli potrebbe indicare la presenza all'interno di lune extrasolari ed il prossimo obiettivo sarà quello di analizzare la natura degli anelli, ovvero analizzare la curva di luce che si crea quando gli anelli eclissano la luce di una stella più vicina, per comprendere meglio la materia degli anelli stessi.
fonte: www.ilmessaggero.it

giovedì 22 gennaio 2015

Trovata incisione su roccia marziana simile alla croce di Ankh

In questi giorni sul web sta girando un interessante video riguardante la superficie di Marte in cui è possibile notare un oggetto studiato da noi sin dall'antichità.
Il ricercatore e utente di Youtube Mars Moon Space Photo Zoom Club ha pubblicato lo scorso 14 gennaio un video su Marte in cui vengono analizzate alcune immagini della superficie del pianeta: tra queste una presenta un'incisione a forma di croce su una roccia che ricorda molto la croce di Ankh, presente frequentemente nelle opere artistiche dell'Antico Egitto.


Questo oggetto antico è stato studiato per vari decenni e ha assunto diversi significati in tutto questo tempo; facendo riferimento allo spazio, la croce di Ankh, non indica semplicemente la chiave della vita e dell'immortalità, ma anche l'unione mistica tra il cielo e la terra, ovvero il contatto tra il mondo divino e il mondo umano, oltre a simboleggiare l'Universo, dato che il cosmo è pura vita e pura esistenza.
Quindi sin da subito ci chiediamo: cosa ci fa su Marte una incisione molto simile ad un oggetto che è stato creato sulla Terra più o meno 4000 anni fa?
fonte: it.wikipedia.org & misteroufo.blogspot.it

martedì 20 gennaio 2015

26 gennaio 2015: l'asteroide 2004 BL86 si avvicinerà alla Terra

Lunedì 26 gennaio alle ore 17.50 (Italia) molti astronomi osserveranno il cielo per fotografare un asteroide che realizzerà un incontro ravvicinato con il nostro pianeta.
Si tratta dell'asteroide 2004 BL86, scoperto il 30 gennaio 2014 da un telescopio a White Sands (New Mexico), che presenta un diametro di 500 metri; il suo passaggio vicino alla Terra si effettuerà ad una distanza di 1,2 milioni di km, ovvero il triplo della distanza Terra-Luna.


Per quel giorno la Nasa ha organizzato delle osservazioni radar con gli osservatori di Goldstone e Arecibo per studiare nei minimi dettagli questo corpo spaziale, considerato dagli scienziati un oggetto molto interessante.
Infatti, con una magnitudine pari a 9, l'asteroide potrà essere osservato con buoni binocoli e piccoli telescopi tra le costellazioni dell'Unicorno e dell'Idra e in questo modo si potrà determinare la sua forma, le sue dimensioni e la sua composizione chimica.
fonte: www.corriere.it

giovedì 8 gennaio 2015

Nasa: i manifesti turistici sui pianeti extrasolari

La Missione Kepler è una delle missioni spaziali più importanti degli ultimi anni che sta fornendo agli scienziati dati fondamentali riguardo la scoperta di pianeti extrasolari che possono ospitare vita.
Per ricordare alcuni dei pianeti abitabili scoperti negli ultimi anni, l'agenzia spaziale Nasa ha deciso di realizzare dei manifesti turistici in stile anni '30-'40; ecco un primo esempio:

Credit: NASA/JPL-Caltech
Qui è rappresentata una autostrada che giunge ad un esopianeta abitabile per far riferimento al turismo spaziale, un settore che nei prossimi anni subirà ulteriori sviluppi per diventare realtà.

Credit: NASA/JPL-Caltech
Questo, invece, è un manifesto per il pianeta extrasolare Kepler-186f dove l'erba dall'altra parte è sempre più rossa.
Questo esopianeta è grande quanto la Terra ed è situato nella zona abitabile (zona dove è possibile trovare sui pianeti acqua allo stato liquido) attorno alla sua stella, la quale è molto più rossa del Sole.
Secondo le previsioni, gli scienziati sostengono che, in caso di presenza di vegetazione su Kepler-186f, le piante sarebbero di colore rosso, in quanto influenzate dalla lunghezza d’onda principale della luce emessa dalla stella.

Credit: NASA/JPL-Caltech
Qui è rappresentato l'esopianeta HD40307g che ha un volume doppio rispetto a quello terrestre ed una massa otto volte più grande di quella della Terra con una gravità molto più alta.
Gli scienziati non sanno ancora per certo se questo pianeta ha una superficie rocciosa o è presente al di sotto di uno strato ghiacciato di gas.

Credit: NASA/JPL-Caltech
Infine troviamo Kepler-16b dove la nostra ombra sarà sempre doppia, visto che il pianeta orbita attorno ad una stella doppia.
Anche in questo caso non si sa molto riguardo le caratteristiche della sua superficie, se è rocciosa oppure no, e gli scienziati lo hanno catalogato come gigante gassoso con una temperatura di -80°C.
fonte: www.corriere.it
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