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lunedì 12 dicembre 2016

NGC 4696: la galassia avvolta da filamenti scuri di polvere

Il telescopio spaziale Hubble continua a sorprendere tutti con i risultati che offre: l'ultima sua scoperta riguarda una galassia caratterizzata da una struttura unica e particolare.
Si tratta della galassia NGC 4696, situata nella costellazione del Centauro a 150 milioni di anni luce dalla Terra.
Come dimostrano le immagini fornite da Hubble, NGC 4696 presenta una forma ellittica circondata da diversi filamenti scuri che seguono un andamento disordinato.

Credit: ESA

Secondo le analisi eseguite dagli astronomi, pare che questi filamenti di polvere hanno una larghezza di 200 anni luce ed una densità 10 volte più grande di quella dei gas circostanti. 
Inoltre al centro della galassia è presente un buco nero supermassiccio che, con la sua energia, riscalda i gas e manda flussi di materiale caldo verso l'esterno.
L'obiettivo degli astronomi è ora quello di comprendere meglio queste strutture filamentose per capire il perchè questo tipo di galassie, essendo più massicce della Terra, sembrano, invece, senza vita: infatti, possedendo enormi riserve di gas e polveri, non producono nuove stelle e quelle già presenti tendono semplicemente ad invecchiare, senza essere mai sostituite.
Secondo gli astronomi la spiegazione più semplice è che sia proprio il campo magnetico della galassia ad impedire ai gas di formare nuove stelle.
fonte: www.ansa.it

giovedì 7 maggio 2015

Astronomi scoprono EGS-zs8-1, la galassia distante 13 miliardi di anni luce

Grande scoperta arriva da un team internazionale di astronomi che, utilizzando i telescopi Hubble, Spitzer e Keck, ha ottenuto l'immagine della galassia più distante fino ad ora individuata dall'uomo.
Si tratta della galassia EGS-zs8-1 distante da noi ben 13 miliardi di anni luce, ovvero quando l'Universo aveva soltanto 670 milioni di anni.
Gli astronomi continueranno ad osservarla per ottenere più informazioni possibili: infatti dai primi dati analizzati si è notato che:
  • le galassie giganti esistevano già nelle prime fasi dell'Universo;
  • le caratteristiche fisiche di questi corpi si differenziano fortemente dalle galassie che osserviamo ai giorni nostri;
  • in passato la formazione di stelle giovani e massicce era molto più rapida.
In attesa di altre novità, EGS-zs8-1 aiuterà in futuro gli scienziati ad individuare altre galassie lontane per comprendere meglio l'Universo di qualche milione di anni dopo il Big Bang.
fonte: www.diregiovani.it

mercoledì 22 aprile 2015

Il cuore delle galassie giganti è la prima parte a morire

Credit: ESO
Interessante scoperta è stata fatta da un team di astronomi utilizzando il VLT (Very Large Telescope) e l'Hubble Space Telescope: si è notato che, tre miliardi di anni dopo il Big Bang, alcune galassie producevano nuove stelle solo nelle zone periferiche e non in quelle centrali, indicando quindi che la morte di una galassia parte dall'interno di essa.
Le galassie osservate sono state soprannominate red and dead (rosse e morte) in quanto presentano stelle vecchie e rosse, una piccola quantità di stelle giovani e blu e assenza di attività di formazione stellare.
Attraverso la stima dell'età delle stelle rosse, gli astronomi hanno dimostrato che queste galassie colossali hanno smesso di produrre nuove stelle ben 10 miliardi di anni fa.
Ciò ha attirato l'attenzione degli scienziati che hanno cercato di spiegare questo fenomeno con delle teorie che non del tutto hanno convinto gli astronomi.
L'unica cosa certa è che continuare ad analizzare queste galassie servirà a capire come l'Universo sia arrivato ad apparire così com'è ora.
fonte: www.eso.org

martedì 17 marzo 2015

Hubble individua un oceano su Ganimede

Interessanti novità arrivano dal satellite più grande del Sistema Solare, Ganimede: un team di scienziati, guidati da Joachim Saur, ha scoperto qualcosa di importante riguardo la luna di Giove.
Attraverso l'utilizzo del telescopio spaziale Hubble, si è notata la presenza di un enorme oceano di acqua salata al di sotto della superficie del satellite ed il tutto è stato fatto grazie all'osservazione delle aurore: fenomeno che si verifica a causa dell'interazione del campo magnetico di Ganimede con quello di Giove.
Si stima che questo oceano abbia una profondità di 100 km e si trovi al di sotto di una crosta spessa 150 km e composta soprattutto da ghiaccio.

Credit: ASA/ESA
Ecco cosa ha dichiarato il ricercatore Saur:
"Il nostro obiettivo era quello di raccogliere informazioni riguardo la parte interna di Ganimede e l'unica soluzione era quella di utilizzare il telescopio osservando le aurore.
Questo fenomeno ci poteva servire per ottenere dati riguardo il campo magnetico della luna e successivamente potevamo conoscere qualcosa in più sull'interno di Ganimede".
fonte: www.link2universe.net

martedì 16 dicembre 2014

Hubble: 100 nebulose planetarie riunite in una sola immagine

L'Hubble Space Telescope è stato uno dei pochi telescopi che ha fotografato numerose nebulose planetarie nello spazio, fornendo agli scienziati, non solo immagini spettacolari, ma anche dati e informazioni su questi misteriosi oggetti cosmici.
Con il termine nebulosa planetaria si indica una nebulosa a emissione che si origina quando viene espulso il gas ionizzato degli strati più esterni di una gigante rossa.
Questo termine, adottato per la prima volta nel 1780 dall'astronomo William Herschel, non è molto appropriato perchè non ha nulla a che fare con i pianeti e, nonostante questo, gli scienziati continuano ad utilizzarlo, senza aver mai pensato ad una modifica successiva.
Negli ultimi mesi Judy Schmidt, astrofotografa che si occupa del montaggio delle foto dell'Hubble, ha lavorato ad un progetto interessante ed il risultato è stato sorprendente: in una sola immagine ha riunito 100 nebulose planetarie che si trovano nella nostra galassia, la Via Lattea.

Credit: NASA/ESA/Judy Schmidt
Osservando l'immagine si possono notare numerose nebulose famose, come Nebulosa Elica, Nebulosa Clessidra, Nebulosa Eschimese, NGC 5189, Nebulosa Farfalla e M57.
fonte: it.wikipedia.org & www.link2universe.net

lunedì 10 novembre 2014

Hubble: meravigliosa immagine della galassia lenticolare NGC 4526

L'Hubble Space Telescope ha ottenuto una immagine spettacolare della galassia NGC 4526 situata nell'Ammasso della Vergine e scoperta nel 1784 da William Herschel.
NGC 4526 appartiene alle galassie lenticolari, ovvero quelle che presentano una ridotta attività di formazione stellare e quindi costituite soprattutto da stelle vecchie.

Credit: NASA/ESA/ Judy Schmidt
Nell'immagine si possono notare i dettagli delle braccia più esterne molto ricche di polvere, mentre al centro è presente un gigantesco buco nero supermassiccio con una massa pari a 450 milioni di masse solari.
Inoltre questo tipo di galassie presentano al loro centro dischi di gas con una rotazione molto rapida e quello di NGC 4526 ha una velocità di circa 250 km/sec.
fonte: www.link2universe.net & it.wikipedia.org

martedì 21 ottobre 2014

Osservata la nascita di una galassia massiccia, distante 11 miliardi di anni luce da noi

Grande risultato è stato raggiunto dagli astronomi grazie all'utilizzo di più strumenti, come l'Hubble Space Telescope, lo Spitzer Space Telescope, l'Herschel Space Observatory ed il Keck Observatory.
Questa collaborazione ha permesso agli astronomi di osservare, per la prima volta, le prime fasi di nascita di una galassia massiccia, distante da noi ben 11 miliardi di anni luce.

Credit: NASA/ESA/E. Nelson (Yale University)
Nell'immagine possiamo notare il nucleo galattico GOODS-N-774, nominato dagli scienziati Sparky.
Questo oggetto astronomico è stato inserito nella categoria delle grandi galassie ellittiche, famose per contenere numerose stelle vecchie, oltre a presentare una forma sferica o ovale.
Gli scienziati affermano che questi rari oggetti iniziano la loro formazione da un enorme nucleo stellare: infatti nascono dall'interno per poi continuare la loro espansione verso l'esterno.
fonte: www.link2universe.net

martedì 30 settembre 2014

HAT-P-11B: scoperto esopianeta con vapore acqueo

Credit:NASA/JPL-Caltech
Gli astronomi dell'Hubble Space Telescope hanno lavorato per mesi con i colleghi della missione Kepler e dell'osservatorio spaziale ad infrarossi Spitzer, raggiungendo un grande risultato al termine della collaborazione: sono riusciti a scoprire un esopianeta interessante, HAT-P-11b, caratterizzato dalla presenza di vapore acqueo e cieli chiari.
Il pianeta, grande quanto Nettuno, è situato nella costellazione del Cigno ad una distanza di 120 anni luce da noi ed orbita molto vicino alla propria stella, infatti il suo periodo di rivoluzione dura soltanto 5 giorni.
Secondo i dati ottenuti dalle osservazioni, gli astronomi hanno dichiarato che si tratta di un esopianeta caldo con nucleo roccioso, mantello fluido di roccia e ghiaccio e una spessa atmosfera.
Un membro del team di ricerca, Nikku Madhusudhan, ha dichiarato:
"Abbiamo iniziato ad osservare HAT-P-11b senza sapere che poi avremmo visto delle nuvole.
Ciò è stato reso possibile grazie alla spettroscopia a trasmissione che ci ha permesso di utilizzare l'Hubble per rilevare il vapore acqueo sul pianeta.
E' una tecnica rivoluzionaria che ci aiuterà in futuro a trovare tracce di acqua anche nell'atmosfera di esopianeti simili alla Terra".
fonte: www.link2universe.net

sabato 31 maggio 2014

Hubble, NGC 3256: la galassia nata da una passata collisione

Dopo anni di osservazioni, l'Hubble Space Telescope è riuscito ad ottenere una immagine spettacolare di NGC 3256, una delle galassie più luminose che conosciamo.
Situata ad una distanza di 100 milioni di anni luce da noi, NGC 3256 appartiene al super ammasso galattico dell'Idra Centauro e la sua forma è molto irregolare per un motivo ben preciso.

Credit: NASA/ESA
Nell'immagine notiamo come la galassia sia molto diversa da quelle viste fino ad ora, in quanto è il prodotto finale di una collisione tra due galassie che un tempo erano separate.
Inoltre presenta al suo interno un doppio nucleo ed è avvolta da numerose stelle giovani: proprio per questo motivo, NGC 3256 è molto osservata e studiata dagli astronomi, il cui obiettivo è quello di comprendere la formazione e l'evoluzione delle galassie.
Questa foto non fa altro che mostrarci il futuro della Via Lattea quando inizierà a scontrarsi con la sua vicina Andromeda: in questo caso però il prodotto finale della collisione non sarà una galassia irregolare, ma una nuova gigantesca galassia ellittica.
fonte: www.link2universe.net

lunedì 19 maggio 2014

Hubble: immagine spettacolare della galassia NGC 4605

L'Hubble Space Telescope ha fotografato una nuova galassia molto particolare, ottenendo una immagine davvero spettacolare.
Si tratta della galassia nana a spirale NGC 4605, situata nella costellazione dell'Orsa Maggiore ad una distanza di 16 milioni di anni luce dalla Terra.
Questa galassia ha una struttura rara classificata come spirale di tipo SBc, ovvero ha i bracci che si diffondono attorno ad una barra centrale brillante di stelle molto antiche.

Credit: NASA/ESA
NGC 4605 appartiene al gruppo di galassie Gruppo M81 che, insieme al Gruppo Locale (a cui appartiene la Via Lattea) e a molti altri ammassi di galassie, forma il Super Ammasso della Vergine.
Gli ammassi galattici sono oggetti molto interessanti in cui si può comprendere meglio le collisioni che avvengono tra le galassie e i loro scambi di gas e polvere che generano la nascita di nuove stelle.
Infatti gli astronomi sono molto interessati a NGC 4605 sia per studiare le collisioni sia per comprendere la natura della materia oscura, visto che le osservazioni su questa galassia hanno mostrato un alone molto diffuso di materia oscura.
fonte: www.link2universe.net

mercoledì 14 maggio 2014

Hubble: la coperta di stelle della galassia NGC 4485

Credit:Adam Block/Mount Lemmon
Sky Center/Università Arizona
L'Hubble Space Telescope ha ottenuto una immagine spettacolare della galassia NGC 4485.
Questa galassia forma con la compagna NGC 4490 una coppia conosciuta con il nome di Arp 269 ed è situata nella costellazione dei Cani di Caccia ad una distanza di 25 milioni di anni luce dalla Terra.
Nell'immagine in alto potete notare le due galassie (la più grande è la galassia spirale barrata NGC 4490) e le conseguenze della loro collisione, ovvero un cordone di stelle che le collega e che ha una lunghezza di 24.000 anni luce, circa uguale alla distanza della Terra dal centro della Via Lattea.
L'immagine, invece, fornita dall'Hubble è la seguente:

Credit: NASA/ESA/Hubble
Anche qui è possibile notare una regione di formazione stellare che copre NGC 4485 e la sua interazione con la sua compagna viene molto osservata e studiata dagli astronomi, in quanto può fornire informazioni interessanti sul processo che si crea quando una galassia subisce delle notevoli influenze gravitazionali.
fonte: www.link2universe.net

venerdì 25 aprile 2014

Hubble fotografa l'ammasso globulare Messier 5

L'Hubble Space Telescope ha fornito una nuova immagine spettacolare di uno dei più grandi ammassi globulari, Messier 5 (M5), conosciuto anche come NGC 5904.
Con il termine ammasso globulare si fa riferimento ad un insieme sferoidale di stelle che orbita, come un satellite, attorno al centro di una galassia.
M5 è situato nella costellazione del Serpente ad una distanza di 25.000 anni luce dalla Terra ed è stato scoperto nel 1702 da Gottfried Kirch e da sua moglie Maria Margarethe Winckelmann.

Credit: NASA/ESA
Questo ammasso contiene centinaia di migliaia di stelle, ovvero stelle bianche, giganti rosse poco massicce e anche giovani stelle blu; tra queste ce ne sono alcune molto antiche risalenti a 13 miliardi di anni fa, più o meno poco dopo il Big Bang.
Attualmente l'ammasso M5 si sta allontanando da noi ad una velocità di circa 50 km/h.
fonte: www.link2universe.net & it.wikipedia.org

martedì 8 aprile 2014

Hubble: misurata la massa dell'enorme ammasso galattico El Gordo

In tutti questi anni gli astronomi hanno scoperto tanti ammassi di galassie e tra questi il più grande è conosciuto con il nome El Gordo.
Un team di scienziati ha deciso quindi di pesare questo enorme ammasso e ciò è stato reso possibile con l'utilizzo dell'Hubble Space Telescope.

Credit: NASA/University of California, Davis/ESA/J.Jee
Praticamente l'obiettivo era quello di misurare, con molta precisione, sia l'attrazione gravitazionale esercitata da El Gordo sia come distorceva la luce proveniente dalle galassie sullo sfondo; il risultato è stato il seguente: la massa di El Gordo è pari a milioni di miliardi di volte la massa solare.
Questi dati aiuteranno gli astronomi a studiare in maniera più approfondita questo ammasso, visto che la sua formazione risale all'inizio della vita dell'Universo, periodo in cui ammassi simili a El Gordo erano davvero rari.
Il prossimo obiettivo sarà quello di ottenere, sempre con l'utilizzo dell'Hubble, un mosaico più grande di El Gordo.
fonte: www.link2universe.net

martedì 18 marzo 2014

Hubble festeggia il compleanno con la Nebulosa Testa di Scimmia

Per festeggiare il suo 24esimo compleanno, l'Hubble Space Telescope ha fornito ai suoi fans una immagine spettacolare della nebulosa NGC 2174, conosciuta meglio con il nome di Nebulosa Testa di Scimmia.
Situata nella costellazione di Orione ad una distanza dalla Terra di 6400 anni luce, NGC 2174 è una nebulosa a emissione, ovvero una nube interstellare di gas ionizzato che emette luce di vari colori.

Credit: NASA/ESA
In questo caso però si parla di regione H II, ovvero una nube di gas di idrogeno, ionizzato dalla radiazione ultravioletta di giovani stelle.
Infatti questa nebulosa è famosa proprio per contenere un elevato numero di stelle giovanissime che sono immerse in una coperta di polvere e gas.
Lo scorso anno, invece, Hubble festeggiò il suo compleanno con l'immagine della Nebulosa Testa di Cavallo e se dovessimo fare un confronto, per quanto mi riguarda, io preferisco NGC 2174.
fonte: www.link2universe.net & it.wikipedia.org

mercoledì 12 febbraio 2014

Abell 2744 Y1: astronomi scoprono una galassia molto antica

Un team di astronomi potrebbe aver fatto una grande scoperta, utilizzando l'Hubble Space Telescope insieme allo Spitzer.
In attesa di una conferma, la scoperta riguarda l'aver osservato un enorme ammasso galattico, Abell 2744, trovando al suo interno una galassia molto antica, Abell 2744 Y1, risalente al periodo in cui l'Universo aveva solo 650 milioni di anni.

Credit: NASA/ESA
Si tratta di una galassia che produce una quantità di stelle 10 volte superiore a quella della Via Lattea, nonostante sia 30 volte più piccola di essa.
L'utilizzo di diversi telescopi ha portato a numerosi vantaggi: infatti l'Hubble è servito per la luce visibile e per il vicino infrarosso, lo Spitzer per la luce infrarossa e il Chandra per i raggi-X.
Inoltre gli scienziati hanno utilizzato l'effetto di lente gravitazionale, visto che l'elevata gravità dell'ammasso piegava lo spaziotempo intorno a sè, distorcendo ed ingrandendo anche la luce delle galassie più distanti.
Un membro del team, Jason Surace, ha dichiarato:
"Fino ad ora abbiamo individuato poche galassie simili ad Abell 2744 Y1 e l'utilizzo di più telescopi ci aiuterà a scoprirne molte altre, forse più lontane e più pallide.
Tutto ciò è un'anteprima di quello che possiamo aspettarci".
fonte: www.link2universe.net

lunedì 27 gennaio 2014

Hershel: trovato vapore acqueo attorno a Cerere

Novità interessanti arrivano dall'osservatorio spaziale Herschel dell'ESA riguardo Cerere, l'asteroide più massiccio della fascia principale del Sistema Solare.
Le analisi dimostrano la presenza attorno ad esso di grandi quantità di vapore acqueo, la cui origine è ancora avvolta nel mistero; gli scienziati considerano due ipotesi: la presenza di geyser d'acqua, provenienti da un oceano liquido sottostante, o processi di sublimazione (passaggio dallo stato solido a quello gassoso) del ghiaccio sulla superficie, a causa dell'interazione con il vento solare (proprio come le comete).

L'immagine migliore di Cerere ottenuta dall'Hubble nel
lontano 2003. Credit: NASA/ESA
Purtroppo non si sa molto di Cerere e si ipotizza che la sua superficie sia in realtà un misto di ghiaccio d'acqua, minerali argillosi e minerali idrati, mentre al suo interno potrebbe esserci un nucleo roccioso circondato da un mantello di ghiaccio.
Michael Kuppers dell'ESA ha dichiarato:
"E' la prima volta che identifichiamo in maniera inequivocabile del vapore acqueo su un oggetto appartenente alla Fascia di Asteroidi.
Ciò dimostra come Cerere abbia una superficie di ghiaccio ed una atmosfera".
Per risolvere questo mistero bisognerà aspettare la primavera del 2015, quando la sonda spaziale Dawn arriverà intorno a Cerere per mappare la sua superficie e quindi studiare la chimica e la geologia.
fonte: www.link2universe.net

lunedì 13 gennaio 2014

Hubble ottiene una immagine spettacolare della galassia M83

L'Hubble Space Telescope collaborando con il GMT (Giant Magellan Telescope) ha ottenuto una immagine spettacolare della galassia Messier 83, situata nella costellazione dell'Idra ad una distanza di 15 milioni di anni luce da noi.

Credit: NASA/ESA/Hubble Heritage Team (STScl/AURA)/William Blair
(Johns Hopkins University)
Conosciuta anche con il nome di Galassia Girandola del Sud, è una grande galassia a spirale barrata, la cui barra agisce come un tunnel che indirizza il gas verso il centro di M83, sia per favorire la formazione stellare sia per nutrire il buco nero supermassiccio situato nel suo centro.
Il mistero di questa galassia è che il buco nero non è assolutamente solo, nel senso che potrebbe avere intorno a sè un anello di stelle che orbitando crea l'aspetto doppio.
Scoperta nel 1780 da Pierre Mechain, M83 possiede 300 resti di supernove e 3000 ammassi stellari e, analizzando il suo moto, si può scoprire che la galassia si sta allontanando da noi ad una velocità di circa 350 km/sec.
fonte: www.link2universe.net & it.wikipedia.org

giovedì 9 gennaio 2014

Hubble-Spitzer: l'Universo di 13,2 miliardi di anni fa

Grande lavoro è stato fatto dai due telescopi Hubble e Spitzer: le loro osservazioni hanno fornito agli astronomi una vista dell'Universo di ben 13,2 miliardi di anni fa, ovvero quando il cosmo avevo solamente 500 milioni di anni.
Analizzando i nuovi dati gli scienziati hanno individuato galassie brillanti e ciò è dovuto al fatto che si verificano continuamente, all'interno di esse, esplosioni di nuove formazioni stellari; infatti la più luminosa tra queste sta producendo stelle con una velocità 50 volte superiore a quella della Via Lattea.
Queste galassie, molto più piccole della nostra, contengono miliardi di stelle tutte ammassate e, grazie ai dati dello Spitzer, gli astronomi sono riusciti ad ottenere informazioni molto importanti sulla loro evoluzione, arrivando anche a misurare con precisione la loro massa.

Credit: NASA/ESA/G. Illingworth/STScl/Yale University, R. Bouwens
Garth Illingworth dell'Università della California ha dichiarato:
"Si tratta di un'impresa incredibile da parte dei due telescopi.
E' la prima volta che misuriamo la densità di massa di galassie quando il cosmo aveva soltanto 500 milioni di anni di età.
Queste galassie sono 1 miliardo di volte più massicce del Sole e presentano una massa pari all'1% di quella di una galassia media attuale, come la Via Lattea".
fonte: www.link2universe.net

mercoledì 4 dicembre 2013

Hubble: astronomi trovano acqua nell'atmosfera di cinque esopianeti

Credit:NASA/A.Mandell,D.Deming
Grandissima scoperta è stata fatta da due team di astronomi guidati da Darke Deming e Avi Mandell: per la prima volta è stata trovata acqua nelle atmosfere di 5 esopianeti, grandi quanto Giove con orbite molto più strette di quella di Mercurio.
La scoperta è stata fatta con l'utilizzo del potente Hubble Space Telescope e, anche se è presente dell'acqua, questi pianeti non si avvicinano minimamente a mondi abitabili, soprattutto per le temperature elevate presenti sulle loro superfici.
Scopriamo insieme i 5 esopianeti:
  • WASP-17b, pianeta particolare con orbita retrograda e presenza di sodio nell'atmosfera;
  • HD209458b, pianeta piccolo caratterizzato da enormi tempeste e da atmosfera contenente, oltre l'acqua, anche molecole organiche;
  • WASP-12b, presenta atmosfera costituita principalmente da acqua e carbonio;
  • WASP-19b, pianeta con il periodo orbitale più corto di tutti gli esopianeti scoperti, infatti un anno dura solo 19 ore;
  • XO-1b, pianeta scoperto da astronomi amatoriali.
Ecco le dichiarazioni dei due team:
"Rilevare l'atmosfera di un esopianeta è davvero complicato ma scoprire acqua in altri mondi ci aiuterà a migliorare le nostre tecniche e a confrontare la quantità di acqua presente nelle atmosfere di differenti pianeti, per esempio tra quelli caldi e quelli freddi".
fonte: www.link2universe.net

giovedì 28 novembre 2013

Himiko: la collisione di tre galassie avvenuta 13 miliardi di anni fa

Un team di astronomi, utilizzando lo Spitzer, l'Hubble e l'ALMA, ha ottenuto informazioni interessanti su un trio di galassie primordiali, durante una fase di collisione avvenuta ben 13 miliardi di anni fa.
Questo trio è conosciuto con il nome di Himiko, per ricordare una famosa regina giapponese di 2000 anni fa, ed è stato osservato per la prima volta nel 2009.

Himiko osservata con Hubble (sinistra) e con Spitzer e Subaru nel riquadro.
Credit: NASA/Subaru/ALMA
Allora si pensava che fosse un'enorme bolla di gas ionizzato ad alte temperature ma successivamente, con l'utilizzo dello Spitzer, gli astronomi pensavano di aver trovato una singola grande galassia, con una grandezza 10 volte superiore a quella delle galassie di quel periodo.
Nonostante ciò gli scienziati hanno continuato a fare delle ricerche e hanno scoperto che si tratta in realtà di tre galassie, le cui giovani stelle riscaldano l'intera nube di gas che le circondano.
Quindi queste aree non sono altro che le prime culle del silicio, carbonio ed ossigeno ma, secondo le ultime osservazioni fatte con ALMA, non è stata trovata nessuna traccia di carbonio.
Perciò gli astronomi hanno ipotizzato che il gas presente attorno ad Himiko sia una miscela primordiale di elementi leggeri, come elio ed idrogeno, creati durante il Big Bang.
fonte: www.link2universe.net
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